sabato 21 giugno 2014
Vicini al giro di boa
Oggi, 3 anni fa, vedevamo per la prima volta, in foto, la nostra signorina. Immagini un pochino scadenti, in una mi pare di ricordare che piangesse. Ho anche preso appunti, scrivendo furiosamente i pochi dettagli che la traduttrice trasmetteva: data di nascita, stato di salute... ogni tanto li vado a rileggere, poi alzo lo sguardo sulla ragazzetta che è diventata, e un po' mi scappa da ridere.
Insomma, all'epoca Tania aveva 3 anni e mezzo, sono passati 3 anni: siamo quasi alla pari, per la sua vita, fra il tempo in cui non sapeva chi fossimo e quello in cui invece ci ha incontrati. Sarà una fissa mia, ma per me è importante.
La biondina cicciosa di allora ha allo stesso tempo poco e tantissimo a che fare con la biondina slanciata e muscolosa di adesso. Condividono lo sguardo intenso, il piglio, il passo marziale, la passione per le scarpe (che allora si traduceva nel tentativo di fregare le scarpine degli altri bimbi, oggi nella richiesta quasi continua di comprarne di nuove) e per i gioielli. Le distanziano 3 anni di vita e tantissime esperienze, una lingua diversa (e una praticamente dimenticata, o chiusa in un cassetto, boh), e soprattutto la consapevolezza, di giorno in giorno sempre più intensa, di cosa vuol dire avere una famiglia, una mamma e un papà, ma anche nonni, cugini, un sacco di persone che ti vogliono bene e ci tengono a te. Che, a prima vista, forse può sembrare importante come tante altre esperienze che ha fatto da allora - una casa i giochi gli amici la scuola il mare la bici ecc ecc -, ma in realtà secondo me è il punto su cui tutto quello che è e sta diventando Tania è basato.
Mi spiace dire (perché vorrei che non fosse così) che questa cosa lei ce l'ha ancora presente, che non è passato così tanto tempo da darla per acquisita, naturale. Basta vedere come sorrideva, la notte scorsa, svegliata da una tosse davvero rognosa (io avrei pianto, per dire), guardando me e Fabio accanto al suo letto. Con l'aria di una che mica la dà per scontata questa cosa - quante notti deve aver passato da sola, con la tosse o altro.
E l'altro giorno, mentre commentava tutta contenta l'accoglienza di una collega di mio padre ("Mamma, mi ha detto: Ciao Tatiana, ciao stellina!"), io le ho chiesto: "Ma come mai Tania secondo te ci sono così tante persone che ti vogliono bene? Che vogliono bene a questa bimba, ti salutano, ti danno i bacini?". Lei ha fatto quel sorriso che ormai conosco come segno di emozione e imbarazzo, e ha detto, un po' a bassa voce: "Eh, perché voi siete venuti a prendermi, mi volete tanto bene...".
La base di tutto.
giovedì 9 gennaio 2014
Un anno domani
Domani alle 12 sarà un anno che la signora Ucraina si è degnata di dichiararci genitori di Tania. Dopo mesi e mesi di viaggi, pianti, mazzate e speranze, un libro si chiudeva e se ne apriva un altro, in cui Tania è nostra figlia e nessuno poteva più obiettare nulla. Siccome poi un poco di sofferenza c'è ancora stata, abbiamo deciso di aspettare e festeggiare il compleanno della famiglia il giorno in cui la piccola è uscita per sempre dall'istituto. Quindi domani niente torte, anche se la memoria di quella giornata lunga e stancante, che ci ha visti arrivare a sera davvero frullati, è ancora molto vivo.
Ma non dimentichiamo qualcosa... È appena passato lui, il Natale che lo scorso anno abbiamo bramato come possono solo quelli che lo amano e devono invece passarlo in un paese non del tutto amichevole e in situazioni di tensione. Il primo in tre... Il primo in cui fare l'albero (beh, più che farlo tirarlo fuori, ma questa è un'altra storia), mettere gli addobbi, le luci, il presepe, organizzare i festeggiamenti ha tutto un altro sapore, perché lo si fa anche per una bambina che attende, entusiasta di tutto, ogni novità.
E tutto l'ha resa felice: la festa della scuola, in cui ha cantato e ballato sul palco come se lo facesse da anni; il concerto in parrocchia, in cui di solito mi annoio anche un po', ma che invece l'ha vista ballare e cantare anche quando non toccava a lei, e infine coccolare la statua di Gesù bambino come se fosse un bambolotto (aiuto è d'epoca... Sopravvissuta ai secoli ma alla piccola ucraina?); la cena della vigilia, in cui io ero sbarellata dal raffreddore ma lei e suo cugino agitati da matti. Vederla scorgere Babbo Natale dall'alto, sentire il suo cuore battere fortissimo fra le mie braccia e sorprendersi del suo improvviso mutismo... Poi l'entusiasmo per i regali (i pattiniiiiii! Il biberoooooon!), quelli di Babbo e quelli degli altri.
Ma tutte le feste le sono piaciute da matti: niente da fare, è una festaiola nata, che si lamenta quando siamo a casa da soli a cena, "e non viene nessuno? Neanche i nonni?"e che più si è, meglio è. Il cenone del 31 a casa nostra, con 19 persone di cui 7 bambini, l'ha lasciata entusiasta - meno i fuochi d'artificio, che la perplimono decisamente, ma tanto erano lontani e fuori dalla finestra. Idem per la vacanza di qualche giorno sulla neve: felice da matti di vivere in casa con due amichetti, appassionata di buttarsi a pesce nella neve alta, per nulla impaurita dalla bellissima ma leggermente inquietante gita al buio nei boschi (muniti di torce chiaramente... A sua difesa però c'è da dire che le manca qualche Blair witch project che invece contribuiva a far rabbrividire la mamma). Non a caso il rientro l'ha lasciata prostrata, e noi con lei: voleva a tutti i costi la neve, il cuginetto, la montagna. Anche perché a quel punto le feste erano agli sgoccioli: mancava giusto la Befana, che Tania ha aspettato al varco, per nulla piegata dal vomito notturno che ci ha allietati fra il 5 e il 6: 5 calze! uno schiaffo alla glicemia che le ha fatto concludere, alla sera: Brava la Befana.
Solo che... Era ora di ricominciare la scuola... Faticcaaaa! Ogni giorno ci prova: Domani andiamo a scuola? Con la speranza di sentirsi dire che no, domani è festa :-) Certo tornare alla vita quotidiana non è facile neanche per noi, ma certo che se pensiamo a quel primo giorno da genitori ufficiali, in cui siamo andati a trovarla 'Na grupu' ci rendiamo conto che abbiamo fatto tanta strada in un anno, che più che uno sembrano cinque. Siamo partiti famiglia sulla carta, lo stiamo diventando ogni giorno di più nel cuore e sulla pelle, fra risate, pianti, sgridate, discussioni, stanchezza, entusiasmi, gnole. È Natale tutti i giorni, alla fine, con lei qui.
venerdì 22 novembre 2013
6 e 66
Sono gli anni che oggi hanno compiuto Tania e mio padre. Stesso giorno, stessi numeri per il primo compleanno a casa della nostra twinkle twinkle little star.
La piccola oggi si è svegliata tutta emozionata, pensando alla festa che la aspettava a scuola - tanti auguri e la torta dopo pranzo, niente di che alla fine, ma era felicissima. Poi, stasera, la cena insieme: noi, i nonni, la nonna. Anche qui, niente di particolarmente complicato (come sarà invece la festa con gli amichetti domani... ma domani è un altro giorno, non ci penso adesso!), ma anche solo vederla con gli occhi che brillavano e il sorriso leggermente imbarazzato davanti alle candeline... è stato il regalo più grande che la potesse farci (e dire che il compleanno era il suo).
Siamo ormai in zona anniversari vari. L'anno scorso il 22 novembre eravamo pronti a partire: spaventati, ci chiedevamo dove fosse e come passasse il compleanno (all'ospedale, abbiamo saputo poi. Una pacchia, insomma), ma soprattutto se tutto sarebbe andato a finire bene. Eravamo forse più per il no che per il sì, dato come erano andate le cose fino a quel momento.
E invece.
Invece adesso Tania è a casa con noi per sempre. Dorme di là nel suo lettino e sa che domani la aspettano la piscina e poi la festa. Noi ci crogioliamo nella consapevolezza che non dobbiamo più partire per nessun viaggio, fare nessun abbinamento, restare nessun giorno in Ucraina, visitare alcun ospedale o istituto, aspettare col fiato sospeso di vederla. Quando mi perdo in questi pensieri mi sento così leggera. Poi ci sono le preoccupazioni di ogni giorno, i pensieri, le fatiche, le salite. Ma quella cosa è passata, è dietro le spalle, il presente è Tania che ha sei anni, e festeggia assieme al nonno (emozionatissimo) i suoi 66.
martedì 22 ottobre 2013
Questa non ce la siamo persa
Ci siamo persi la prima risata, il primo passo, il primo dentino spuntato, la prima parola in russo (non la prima in italiano... "Vola vola"). Ma questa prima volta no, a questa c'eravamo.
Vederla andare in bici per la prima volta senza rotelle, la schiena dritta, l'aria concentrata. È bellissimo. (Post del 13 agosto, rimasto in bozza fino a ora, chissà perché)
Non voglio dimenticarlo
Sera, lettura della favola. Leggiamo quella sulla mamma e sul papà.
Mamma legge: La mia mamma è come una fatina: quando sono triste mi fa tornare il sorriso. (Pausa) Tania ma anche io sono una fatina allora?
Tania: Sììì!
M: quando sei triste ti faccio tornare il sorriso?
T: Sììì
M: E come faccio?
T: Tu voglio tanto bene, te ne voglio per sempre!
M: Ah, ti dico così per farti tornare a essere contenta?
T: Sì
Cucciola mia....
sabato 10 agosto 2013
Un anno in più, parecchi chilometri in meno
È da una settimana che siamo in vacanza al mare con Tania. Niente di sconvolgente... Credo che come vacanze avventura per il momento bastino quelle passate in Ucraina - tanto per dire, mi sono portata una padella da casa, memore delle schifezze su cui ho cucinato tanto spesso là. Son cose che segnano :-)
Insomma, dicevo: vacanza tranquilla, in camping, piscina, animazione, ombrellone. Noi non ci siamo abituati, ma dobbiamo ammettere che per questa prima vacanza insieme era proprio quello che ci voleva. Tania è un piacere da vedere: sia al mare che in piscina, dove nuota davvero come un pesce e schifa la piscinetta dei piccoli, anche se in quella grande è più tempo sott'acqua che sopra. Il camping poi enfatizza le sue doti di PR: dove altro si trovano a portata di mano così tanti bambini che piangono, giocano, gridano, di più, che passano direttamente davanti alla tua parta, e non ti devi neanche muovere per vederli? Come sempre quindi le domande fioccano, e tanti la conoscono già per nome.
Lei fra una baby dance e un giro al bar è felicissima. Arriva alla sera cotta come non so cosa, ma in genere felice; noi, un po' straniti dalla differenza con le vacanze che facevamo prima, ma comunque divertiti. Per dire, ieri era il Carnevale, qui ad Alba Adriatica, con i carri e tutto. Sia a me che a Fabio non ha hai entusiasmato più di tanto come cosa, ma vedere Tania così stupita, davvero senza parole, ci faceva vedere tutto con occhi nuovi, come solo i bambini sanno fare.
Mica sono tutte rose eh... La piccola va tenuta un po' a freno, se no ci mette i piedi in testa, alla grandissima. Poi, ci sono i 'compiti' da fare, siccome ci hanno detto che bisogna addestrarla a 'pensare'. Inutile dire che l'impegno che infonde nell'imparare una capriola in acqua non è paragonabile a quello che mette invece in un disegno - e il patimento della mamma è direttamente proporzionale (o inversamente? Boh, dai, è tardi). Comunque, noi ogni tanto perdiamo la pazienza, ma poi andiamo a leggere dove eravamo l'anno scorso, realizziamo quanto è cambiata la nostra piccola, e ci facciamo rapire dall'entusiasmo di vederla ballare o anche solo scegliere un gelato in gelateria. Perché sono così tante le cose che ha imparato in 6 mesi, da perderne il conto. Oltre alla lingua italiana, adesso sa: cos'è una casa, cos'è una famiglia, cosa vuol dire 'la mia cameretta', cosa sono i nonni, gli zii, i cugini, che cos'è una scuola, un centro estivo, cosa vuol dire vacanza, cos'è un negozio, cosa sono i soldi, cosa vuol dire che la mamma prepara da mangiare, come si apparecchia la tavola, come si accende la tv, cosa vuol dire andare a fare la spesa. O al parchetto, o al mare, o in montagna. Come si sta in macchina, cos'è la cintura, i colori, i numeri, come si fa a contare, come si cambia il rotolo della carta igienica, cosa vuol dire fare le coccole, cos'è una patona, cosa significa che qualcuno fa il birichino, che i bambini nascono dalla pancia a prendono il latte dalla titta o dal biberon. È questo a occhio è l'1% di quello che ha stivato nella sua testolina bionda. 6 mesi a volte sembrano tutta una vita.
Ps ho letto un articolo ma anche avuto notizie sul calo delle adozioni internazionali in Ucraina. Pur essendo consapevole delle difficoltà che ultimamente, in particolare, le coppie in questo paese devono affrontare, il fatto mi ha molto colpito. Non posso fare altro che pensare a tutti i bimbi che rimangono là e che, per colpa di una politica e di una mentalità che vedono altro, e non il loro bene, non avranno mai una famiglia. Perché io, che vengano tutti adottati con l'adozione nazionale, non ci credo.
lunedì 22 luglio 2013
Romagna mia
Se la conoscesse, Tania potrebbe facilmente intonare questa canzone... perché devo ammettere che l'ambiente della riviera romagnola le calza proprio a pennello. Al grido di "più baracca c'è, meglio è" è partita alla conquista del paese che ci ha ospitati, partendo dal piccolo microcosmo dell'albergo, passando per la spiaggia, arrivando al paese tutto.
Sì, perché non c'è quasi nulla che sfugga al suo occhio attento e, men che meno, alle sue domande. Che rivolge a tutto quello che risveglia la sua curiosità, ovviamente in barba a qualsiasi regola dell'educazione - che, in base alla sua beata gioventù, le viene risparmiata.
Via libera quindi alla sua vocina inquisitoria, che è capace di far risuonare in maniera cristallina frasi come queste:
"Perché lui ha peli lunghi sotto ascelle?" - al signore italo-tedesco nel tavolo a fianco al nostro.
"Tu hai brufolini?"- all'adolescente acneico seduto su una panchina.
"Dove fa male gamba?"- alla signora in sedia a rotelle incrociata per strada.
E questa è solo una selezione delle migliori, perché la piccola, che la sera partiva a passo di marcia lungo il lungomare, attacca bottone a tutti, o quasi. Saluta con calore una selezione di persone che non conosce, criterio della selezione noto solo a lei ovviamente. Si infila entusiasta ovunque senta della musica o veda un crocchio di persone, poi segue in muta adorazione lo spettacolo di liscio, il cabaret o il ballo di gruppo - a cui in realtà non resiste, e vuole partecipare dopo pochissimo.
In albergo, una pensione piccola a dire il vero, conoscevano tutti il suo nome: io devo ammettere che non so se la considerassero molto simpatica o molto molesta :-)
In spiaggia quasi, anche se a dire il vero il trittico mare-sabbia-giochi la distraeva leggermente dalle sue attività investigative. Il primo tuffo in mare è stato travolgente e immediato: un momento era di fianco a me, il momento dopo era in acqua, con la testa sotto. Poi ha capito che bere l'acqua della piscina si affronta anche, quella del mare no, e si è buttata con leggero, ma leggero eh, meno slancio. Non le è ancora chiaro perché non si possano fare gli stampini o i castelli con la sabbia asciutta, che è così a portata di mano e comoda, e perché quando le labbra sono viola è il caso di uscire dall'acqua, ma insomma, era il primo mare della sua vita, le vogliamo lasciare tempo o no?
Insomma, successo su tutta la linea. Di obbligo qualche love is, e anche qualche foto...
Love is...
Dormire con lei nel lettone. Le prime due notti sta al suo posto, poi in seguito capisce che cosa carina sia avere la mamma vicina, e da quel momento in poi mi sta addosso come una cozza.
Vedere i suoi capelli arricciati dalla salsedine.
Vederla mangiare a quattro palmenti carote e rape rosse (ebbene sì!). O anche vederla aprire le cozze e mangiare pure loro.
Quando saluta con affetto davvero commovente un pupazzone di un capitano, che il giorno prima conteneva una persona, e quindi interagiva, ma che quel giorno è parcheggiato, vuoto, davanti al bagno. Ci sarei andata dentro io, per toglierle quella delusione dal faccino: "Perché non funziona mamma?".
Quando mi dà la crema sulla schiena.
Quando si inventa il suo primo amico invisibile (o nemico, trattandosi di un coccodrillo).
Quando si sveglia dal pisolino e scopre che è arrivato il papà.
Ed eccola, la piccola romagnola.
Foto e... foto
Ci hanno chiesto una foto del battesimo... quelle in chiesa che abbiamo visto fino a ora non sono un granché (aspettiamo i Compagni di viaggio eh!), ma Tania era circa così:
Perché oggi? Domanda lecita. Perché oggi ci è arrivato da Sos Bambino un ringraziamento speciale. Eccolo:
Lo giriamo a tutti gli amici del blog. Vi terremo aggiornati su tutte le notizie che arriveranno, perché quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto grazie alla generosità di tutti quelli che ci hanno seguito in questo progetto.
martedì 9 luglio 2013
Little miss sunshine
Il titolo non si riferisce a concorsi di bellezza... Perché Tania, che a noi sembra perfetta, è sì carina, e ama anche vestirsi bene, e pettinarsi con codine e spillette, solo che dopo poco, nel gioco, i vestitini diventano così comodi per rotolarsi o strisciare per terra, i pantaloni piacevolmente scuriti dagli scivoli o dalle altalene, i capelli sciolti e selvatici perché "mamma mi piace quando volano" andando in altalena. Insomma, niente a che vedere con una miss.
Il "sunshine" che ho già citato è il suo quasi incrollabile entusiasmo: sono tante le cose che le strappano un siiiiiiiii! esultante, un Beeelllo!, salti di gioia e battiti di mani. Non si può dire che la piccola non dia soddisfazione, per un regalo, un vestito nuovo, la proposta di andare al parchetto o di mangiare un cetriolo.
La sua gioia di vivere e fare cose nuove è travolgente e contagiosa. Ogni tanto ci viene in mente che l'avevno descritta come una bambina timida e isterica, e che noi stessi temevamo l'impatto con le cose nuove. In realtà ama le novità, le piace provare cose mai fatte e le affronta con grande serenità e voglia di fare. Poi magari le abbandona eh, o si stufa, ma intanto per un po' se le è godute.
Quindi è senza prroblemi e anzi con una certa soddisfazione che l'abbiamo portata a Modena, sabato, a fare il primo aperitivo della sua vita: e devo dire che sui divanetti del bar, assieme a Maks, incontrato per caso, che beveva la sua aranciata con ghiaccio dal bicchiere, con la cannuccia, era uno spettacolo che valeva davvero la pena.
Poi, quando non fa venire voglia di appenderla per gli alluci, è buffa, da matti. Adesso ha fissa di andare al circolo ARCI, alla sera: non c'è niente di che, va un po' in altalena, gironzola, prend e un gelato, guarda una partita di calcetto entusiasmata quando qualcuno si ferisce (in quel caso chiede accorata di poter andare a vedere, e attende l'eventuale arrivo dell'ambulanza)fa ridere sentirla insistere per andare al circolo, ti aspetti di vederla da un momento all'altro prendere parte a una partita di briscola.
Poi, il centro estivo. Attendeva da giorni di andarcie e da un bel pezzo insisteva a dire cosa avrebbero fatto, mangiato... Il tutto senza avere quasi la minima idea di cosa fosse un centro estivo. Enoi a dire che sì, forse avrebbe fatto quelle cose, ma chi lo sapeva? Lei ovviamente, animata da incrollabili certezze.
È anche stata malata, con la febbre. Niente di che alla fine, ma noi genitori novellini abbiamo sperimentato le prime paure e i primi dubbi - anche del personale medico, che non si capacitava che con una bimba di cinque anni e passa chiedessimo lumi su quando dalle la tachipirina o lo sciroppo.
Comunque... Sono cinque mesi, anche se sembra una vita. E, oggi, love is...
Vederla giocare, ma giocare sul serio, con gli altri bambini.
Quando ha imparato da sola a fare la capriola in acqua, in avanti e all'indietro, solo guardando Vladimir.
Quando dice... Mamma, fai profumo... Come mai? Che poi altrettante volte ti avverta che "ti puzza la bocca" o che hai le ascelle bagnate, non rovina la bellezza di quel complimento.
Quando qualcuno le dice che è bellissima, e lei: Lo so!
Quando la prendi un minimo in giro e si offende come una puzzola.
Quando vuole venire in braccio e fare le coccole... Prima lo faceva molto molto meno.
Quando la freghi per farle fare qualcosa che non vorrebbe dicendo che in effetti non può farlo, perché è una cosa da grandi e lei è troppo piccola.
Quando le parli in russo e lei ripete con una pronuncia perfino peggiore della tua.
Quando ti racconta tante cose che faceva 'ma grupu' (in istituto, letteralmente nel gruppo), e che al 90% sono inventate.
Quando, parlando della bisnonna che è morta abbiamo parlato anche della tristezza, su cosa fosse, e lei prima ha detto che era triste quando le facevano tante punture. Io le ho detto che le punture fanno anche proprio male, e che uno è triste quando litiga con qualcuno, quando vorrebbe fare una cosa e non può... È lei, dopo averci pensato: Ia triste quando non potevo venire Italia. Io: Ma dici con la mamma e il papà? Lei: Sì.
E poi... Il mare. Ma quello merita un capitolo a parte.
lunedì 17 giugno 2013
Tatiana Eleonora
È il nome che abbiamo dato ieri alla nostra piccola cosacca. Durante una cerimonia breve, in cui lei ha comunque guardato l'orologio mille volte - perché gli zii gliel'avevano appena regalato, mica per altro! - e molto molto partecipata, Tania è stata battezzata. Difficile non commuoverei, dato che fra poco sono due anni da quando ci siamo incontrati, e che questo momento sa tanto di una bellissima tappa raggiunta insieme. "Solo" un anno fa eravamo appena tornati da un viaggio in Ucraina di una settimana, felici, per modo di dire, di averla trovata bene e che l'avremmo rivista ad agosto. Adesso... Che è con noi ogni giorno, fra le risate, le coccole e le rabbie, quel tempo ci sembra lontano, anche se ancora tanto vivo.
Ieri è stato un bellissimo momento di festa: con tanti amici e parenti, così tanti che come sempre in queste occasioni sembra di non aver avuto abbastanza tempo per tutti. Tania era felice, allegra, piena di energia - attivata già prima dall'incontro col bellissimo Vladimir, suo compatriota - e pronta davvero a fare "baracca". Entusiasta dei regali, della torta di Peppa Pig... a me è sembrata emozionata dall'applauso, a fine cerimonia, ma oggi mi ha detto che lei 'lo sapeva' che ci sarebbe (ogni tanto mi sembra di vivere col bambino di Shining!).
Poi, la raccolta di fondi per l'iniziativa Kiev 16 di SOS bambino... Non ci aspettavamo tanta generosità, dobbiamo ancora fare bene i conti ma si tratta di più di 1850 euro! Siccome uno dei nostri pensieri fissi, quando non sapevamo se c'è l'avremmo fatta, era che lei dovesse crescere per sempre in un istituto, il progetto ci sta ancora più a cuore. Abbiamo visto come sono gli istituti e solo l'immaginazione ci può far pensare a come sia uscire di lì senza nessuno e senza niente in mano... E siamo felici di poter aiutare questi ragazzi, grazie all'aiuto di tutti voi.
Lascio con l'immagine di Tania che libera, verso fine festa, un palloncino in cielo, guardandolo oltre via, tutta stupita e sorridente. Quella è proprio lei, la nostra piccola.
domenica 26 maggio 2013
La festa della scuola
Ebbene sì, è successa. Oggi. Un altro dei nostri sogni si è avverato: andare alla festa dell'asilo (a cui siamo stati da tre anni a questa parte, a vedere Luca, il nostro nipotino) per vedere nostra figlia. Che oggi è davvero stata brava: dopo un mese scarso di scuola (ha iniziato a maggio ad andare tutte le mattine) era lì che canticchiava, ballava, in mezzo agli altri, come se ci fosse sempre stata.
E in effetti è così che sembra anche a noi: che lei sia sempre stata qui in casa con noi, che ci segue ovunque, che fa domande e osservazioni continue (perché? cosa fai? perché fai così? funziona?) anche quando non dovrebbe, tipo mentre Fabio dice parolacce interiori cercando di caricare la piscina sulla macchina (e lei alla fine osserva: Ma papà, così non vedo!), o mentre la mamma cerca di far funzionare il lettore DVD. Il ricordo di come stessimo qualche mese fa mi provoca ancora brividi di freddo, e in quei momenti non posso fare altre che stringerla, o guardarla un po' commossa fare quello che sta facendo in quel momento, lavorare con delle monetine, tirarsi via i capelli dal viso o dormire con le dita in bocca, russando leggermente.
Dal'ultima volta che ho scritto, c'è stata la festa della mamma, con Tania che a scuola ha imparato una poesia. Sapevo che la stavano studiando, ma quando, il giorno in cui ha portato a casa il regalino, le ho chiesto se la sapeva, ha detto di no. Poi, a sorpresa, ho trovato, insieme al regalino, anche il testo: è bastato dirle le prime parole, che è partita, un po' incespicando, ma dicendola tutta. Io... ho pianto, non ne ho potuto fare a meno. Le ho detto che era perché ero tanto contenta, e lei ha capito perché alla sera, quando ha raccontato al papà che avevo pianto, lui le ha chiesto: "Ma era triste?". Lei: "No, contenta!".
La piccola parla sempre di più e sempre meglio. Inizia a raccontare i libri che leggiamo più spesso (Ninetta curiosa, un fumetto di Babbo Natale, la storia di un bimbo che ha paura del buio), e anche a riferire cose capitate a scuola (anche se non sono sempre del tutto aderenti alla realtà). In alcune parole, inizia ad assumere un leggero accento modenese che fa una gran tenerezza. Mentre, d'altra parte, si contano davvero sulle dita di una mano le parole russe che ancora pronuncia... e se provo a dirle io, mi guarda sconcertata o ride. Questo, insieme ad alcune piccole regressioni, come il vasino o il ciuccio, ci rassicurano gli esperti essere una tappa del tutto normale del nostro percorso, quindi siamo tranquilli.
E' cresciuta almeno di un cm e di un chilo, oltre che di due numeri di scarpe. E adesso... mangia! Ha iniziato a scuola, ovviamente e con nostra sorpresa ("A casa fa fatica? Ma se qui mangia per due!", con conseguente macerazione interiore della mamma-cuoca a casa), ma poi anche con noi è andata sempre meglio, e adesso i pasti un po' tesi in cui ti chiedevi se avrebbe mai mangiato altro oltre ai peperoni, e la minestra sembrava moltiplicarsi nel piatto, invece di calare, sono un ricordo. A tavola si chiacchiera, si ride, si sbrodola e ci si pulisce la bocca dove capita, si fa qualche accostamento azzardato quando si passa dalla cioccolata alla mortadella... ma si mangia, e si sta bene.
E... ci si prepara a una bella festa. Mettiamo l'invito qui sotto: chiaro che non potranno mica venire tutti i lettori del blog. Ma se qualcuno volesse... ditecelo pure. Virtualmente, vi vorremmo tutti.
giovedì 2 maggio 2013
Con Peppa Pig in sottofondo
Mi scuso quindi se farò qualche strafalcione, siccome la visione di Peppa normalmente richiede una certa dose di concentrazione :-)
Peppa Pig rimane nel cuore di Tania, che continua a guardarla con passione e, credo, capendo parecchie più cose che all'inizio; ma sono invece tantissime le cose che sono cambiate, sia in lei che in noi. Piano piano stiamo provando a diventare una famiglia, perché la confidenza, lo stare bene insieme davvero rilassati, è una cosa che viene col tempo - molto tempo - e noi siamo all'inizio. Certo è che la piccola appare sempre più a suo agio, sia a casa che in giro per il paese. Ci siamo resi conto, ripensando anche a come sono andate le cose fino a ora, che è una bambina molto attratta dalle novità, anche quando le fanno un po' di paura: la curiosità prevale, quindi è una gioia vederla alle prese con nuove esperienze. È emozionante sapere che tante cose che facciamo insieme sono la sua "prima volta", commovente la maggior parte delle volte.
Una di queste cose nuove è stata andare al mare. Siamo andati in giornata, senza Fabio purtroppo, che non poteva assentarsi dal lavoro, e che quindi si è perso lo spettacolo della piccola che vedeva per la prima volta la spiaggia e il mare. La sua prima domanda è stata: Dove sono i tubi?, siccome la sua piscina ne è provvista :-)
La sabbia l'ha amata dal primo momento: ci ha messo le mani, strusciato i piedi, si è coperta le gambe, ci si è rotolata con un piacere così evidente da essere contagioso. L'acqua subito le faceva un po' paura, ma dopo un poco, complice la bassa marea, si è lasciata andare: e anche lì, vederla correre lungo la riva, ridendo come una matta, schizzando ovunque con i piedi, mi ha fatto pensare che tutti i momenti di ansia che abbiamo passato non contano, se paragonati a questa gioia. Aggiungiamoci i giochi presenti ovunque in Riviera, e gli aquiloni del festival... Otteniamo una miscela esplosiva che l'ha resa felice per tutto il giorno. E alla sera, piangere perché "voleva il mare". Piccola...
C'è stata anche la prima volta della bici, sul seggiolino col papà. Caschetto, sciarpa leggera, e via, un po' delusa di non poter osservare tutto bene davanti, ma entusiasta di quel che abbiamo visto: lo scoiattolo, il fiume, il cavallo, i pesciolini. E poi il parco, il gelato, le corse. Sono così tante le cose da fare insieme e, se non si tratta di stare tutto il giorno a disegnare - cosa che al momento fa giusto per dovere - lei partecipa con gioia.
È un aspetto che ci piace tanto di lei: per niente scontato, avendo passato i primi anni di vita in istituto senza poter vedere praticamente nulla. C'era da aver paura di tante cose... Ma lei pare affrontarle, e amare le novità, dalla gita al semplice cambio delle lenzuola del letto.
Parla sempre meglio, con piccoli errori che troviamo adorabili: Vienghi invece di vieni, Tienghi invece di tieni, Io cadu invece di Cado, Faccio la docci, Non ci riescu, e i nomi delle dita della mano: Pollic, Indici, Medio, Nulare, Miniolo. Quando dice: "Mamma dammi la manina" sono sempre a rischio di pipì addosso. Come quando dice: Spetta, spetta. E alcune cose vorremmo non le perdesse mai, come le scarpe con i tacchi che chiama "scarpe tuc tuc", e che vorrebbe mettessi sempre, anche per andare a ginnastica o a vedere le mucche.
Ha iniziato ad andare alla scuola materna, tutte le mattine, fermandosi anche a pranzo: le piace, ci va con entusiasmo, anche se per adesso è ancora una novità, e farà in tempo a stancarsi!
Alcuni love is:
La domenica mattina, ascoltare un po' di musica a letto, ballando.
Vedere che ha chiamato una Barbie castana, appena regalata, "Lamamma", perché ha i capelli come me. Anche se è un po' un casino... non capisco mai se parla di me o di lei.
Il suo modo di chiedere Perché? di tutto. Un Love is che a volte sconfina nel volerle tappare la bocca con lo scotch carta.
Vederla che si rotola nell'erba.
E l'impegno con cui corre.
Come le si arricciano i capelli sulla nuca.
Vederla uscire dalla camera dove si è vestita da sola, con addosso tutto al suo posto ma sempre scamiciata, la canottiera fuori, una braga su e una giù.
Quando dice "Ah sì" a una cosa che sappiamo al 100% che invece non sa. "Tania sai cos'è X?". "Sììììì!". Dopo due secondi: "Cos'è papà?".
"Tania, hai la pipì?". "No. (un secondo) Sì, ce l'ha".
Quando con un sorriso complice dice: Mamma, pancione, Tania piccola, titta, latte!... manca qualche verbo ma il senso è chiaro, no?
lunedì 15 aprile 2013
Let the sunshine in
Finalmente ha smesso di piovere, e tutti quanti abbiamo sospirato di piacere all'idea di poter finalmente portare le giacche a vento in lavanderia. Io è Tania ci godiamo il bel tempo alla grande: lei vorrebbe sempre stare "na fuori", come dice, e fra parchetti e biciclette si diverte un sacco. Io dal canto mio penso alle giornate interminabili in istituto, nel grigio dell'inverno ucraino, e non posso che capirla; e non vedo l'ora di colorarla un po': sono ancora molto offesa della descrizione di chi l'ha visitata un mesetto fa in ospedale scrivendo: colorito pallido, occhi alonati. Oh, alonati a chi? Anche se capisco che aggettivi come 'splendida' o 'simpaticicissima' non sarebbero stati professionali alla fine.
Comunque, l'esperienza "genitori-figlia" procede. Tania inizia a passare, molto volentieri per il momento, qualche mattina all'asilo, rendendo la fantasia richiesta per organizzarle le giornate un po' meno impegnativa. Sta stringendo i primi legami di amicizia, e fra poco avrà anche il primo invito a una festa di compleanno (mi dicono sia un girone da cui non si esce),
L'apprendimento dell'italiano procede, e sinceramente sentirla dire "O mamma mia!" O "Aspetta un attimo" ci fa sganasciare. Si intende sempre meglio con tutti, anche se la grammatica è sempre molto creativa e il ricorso al russo ancora presente.
Abbiamo iniziato a fare alcune delle cose che avevamo sognato di fare con lei: a parte vederla nuotare, portarla a fare un giro in centro, portarla in bici sul seggiolino, o a quel parco giochi tanto carino che però avevamo sempre visto da soli. È bellissimo anche perché lei è sempre entusiasta, partecipe, curiosa. È vivace come una farfallina, non si ferma quasi mai ma, quando è in buona, ti strega, davvero. Dice "sì sì" con tono leggero e noi non capiamo più niente.
Ehi, non è che siamo genitori di marzapane, eh. Ci facciamo sentire, e a me a volte viene il dubbio di essere, a tratti, troppo severa. D'altro canto abbiamo verificato che, se le si fanno delle richieste, non eccessive chiaramente, ma di un certo impegno, lei poi si sforza per darci retta, con buoni risultati alla fine. Lei è soddisfatta, più tranquilla, come se la presenza di alcuni limiti la rassicurasse. Poi invece ci sono cose per cui prova, e riprova, e riprova a fare quello che non dovrebbe, e ci sbatte la capa, vediamo per quanto.
A me poi, quando non ho troppo i capelli dritti perché magari ha avuto una giornata no e sono arrivata a sera con gli occhi fuori dalle orbite, inteneriscono le piccole cose. Non so, un giochino trovato in un posto inaspettato. Sentire i discorsi che fa alle bambole. Vederla trafficare con qualcosa, tutta impegnata. Le sue mutandine minuscole nella roba da stendere. Vedere che alcuni vestitini iniziano a essere scoloriti e un po' provati... Era così triste vedere tutto nuovo, con le etichette attaccate, e chiedersi se avrebbe mai portato quelle cose.
Per dire, adesso sono in sala e sento che dalla camera, dove Fabio la sta addormentando, arrivano dei versi che non sono proprio quelli di una creatura in procinto di prendere sonno. Momenti come questi, soprattutto quando uno è stanco (Fabio del lavoro, io della giornata, magari) non inducono pensieri particolarmente poetici. Ma poi la vai a vedere, è là che dorme rannicchiata con le dita in bocca... E sei così felice che sia nel suo lettino.
venerdì 29 marzo 2013
Il blog NON è chiuso
E' solo diventato mamma da poco ;-)
Scherzi a parte, per coincidenza nel giro di pochi giorni in 3 mi hanno rivolto questa domanda. E la risposta è no, il blog non ha chiuso, anche se è più difficile aggiornarlo, soprattutto adesso che la scrittrice della famiglia è impegnata nella stesura di un articolo, una specie di Bignami della nostra avventura, per il giornalino di SOS Bambino, il nostro ente. Anzi, sono almeno due settimane che me lo dico, che devo aggiornare il blog :-)
Domani, se non erro, sono sette settimane che siamo a casa. Tania è sempre più a suo agio: se nella prima settimana ha preso confidenza con la sua camera e con la casa, adesso la vediamo passeggiare in paese salutando affabilmente le persone, rispondendo a "Come stai?", con un "Sto beeeene", con un e aperta che fa morire dal ridere.
Stando sempre insieme mi rendo conto che alcuni cambiamenti, che sono graduali, tendono a sfuggire. Inizia a fare una cosa sempre meno, ma me ne accorgo dopo un po', mi dico: Guarda, non fa più questo! Oppure: Lo fa molto meno!
Tipo, all'inizio e anche per un bel po' di tempo ci faceva male. Per coccolarci, eh, ma i baci erano dei colpi di mento che levavano la mandibola. Adesso, lo fa molto, ma molto di rado, da dei baci normali, al massimo sulle labbra, "alla russa", come diciamo noi. E non è che sia diventata delicata eh... i modi sono ancora da cesellare, ma almeno mi lascia meno lividi.
Ha cambiato tantissimo i gusti sul cibo, da quando non è più in istituto. Là amava gli jogurt, i biscotti, le banane. Le banane le mangiava anche nel sonno a momenti. Beh, adesso gli jogurt anche anche, insistendo, di biscotti ne avrà mangiati 5 da quando siamo in Italia, le banane non le vuole MAI. Ama il salato, rispetto al primo pranzo adesso è innamorata anche del formaggio grana (che mangia anche a merenda) e del prosciutto, anche se fragole e lamponi per adesso sono la sua passione assoluta.
Parla sempre di più in italiano e sempre meno in russo. E' buffa: in russo "dormomo" si dice "spliut"? Bene, lei adesso dice: Loro dormut. Bellissimo. Fra le parole più usate, per prima ha smesso di dire Niet, che è diventato No. Da è rimasto più a lungo, ma due domeniche fa è stato sostituito di botto dal Sì, e non si è più fatto sentire. Papa è diventato Papà senza che neanche ce ne accorgessimo, mamma è ancora mama, ma va benissimo lo stesso. Mette le k in posti strani: Gabri è Gabrik, e il cane Eddi, Eddik; Peppa Pig è Papik, ma mi piace troppo per correggerla. Da ignorantoni le insegniamo tutti i nomi femminili con l'articolo, quindi pensa che Emma si chiami Lemma.
In generale, sembra felice. Ovvio che ci sono le giornate e i momenti no, la noia (anche grazie a questa simpatica pioggia), i momenti di gnole o sciocchineria che, a dire il vero, riserva per lo più a noi genitori (ma se è segno di attaccamento, bene così), ma a chi non capitano? Inizia ad avere degli amici, oltre al cuginetto Luca che adora, anche se poi in sua presenza lo tratta un po' male. Le piace molto sia andare a cena dagli amici che avere ospiti a casa, quindi abbiamo messo da parte gli incontri "graduali" e siamo passati alla baracca, che tanto mostra di gradire senza particolari effetti collaterali eccetto la scemenza che colpisce tutto il gruppo di bambini a fine serata.
Ha già fatto la sua prima visita al pronto soccorso: taglio in mezzo alla fronte in seguito a una caduta di faccia sulla ghiaia, proprio sui piedi della mamma fra l'altro. Colla, cerotto e via, speriamo che non rimanga troppo la cicatrice.
Sarà anche stata abituata ai dottori... ma non è che le piacciano. Alle visite è brava ma sempre abbastanza tesa, ed è da capire visto che spesso per lei visita medica ha coinciso con ricovero in ospedale e un bel po' di punture.
Noi? Ci stiamo abituando ad essere genitori. Mi sembra sempre meno di avere in casa una sconosciuta bassa, e ci sentiamo più a nostro agio a vicenda. Verso fine maggio dovrei tornare a lavorare, e lei andare a scuola mezza giornata... vedremo come va per allora. Certo, la vita ha subito un bel cambiamento, ma è diventata anche più intensa, e divertente anche, decisamente meno silenziosa, meno ordinata, meno dormigliona
Intanto domani è il mio compleanno, ma abbiamo deciso che, siccome per il suo era ricoverata e non l'avrà festeggiato, sarà anche il suo. Tanto novembre è lontano :-)
PS Un pensiero ai nostri amici "ucraini" Monica e Paolo: pare abbiano trovato il loro cosacco. Che fatica ragazzi... teniamo le dita incrociate per voi!
martedì 12 marzo 2013
Un mese
A un mese dal rientro in Italia...
La mamma a chi chiede se tornerebbe indietro al secondo giorno di rientro risponde: No, grazie!, con un lampo di panico negli occhi. Tradotto, questo mese ha funzionato bene per prendere tutti insieme nuovi ritmi e abitudini. Adesso va decisamente meglio. Si è anche resa conto che su Portile passano un sacco di aerei, adesso che è a casa tutto il giorno con una bambina che a ogni velivolo in sorvolo chiede: Cos'è?
Il papà è passato da: Spegni le luci!, che diceva sempre alla mamma, a "Bello tornare in una casa con tante luci accese", siccome a lasciarle accese adesso è Tania. Ha anche chiesto di comprare dei Crodino, e adesso ne abbiamo una bella scorta in frigo.
Tania...
Capisce quasi tutto quello che le diciamo in italiano, anche quello che vorremmo non capisse.
Parla uno strano linguaggio misto, e a volte fraintende i discorsi in maniera davvero buffa (come quando al forno ho chiesto le "ciabattine" e lei mi ha tirato la mano chiedendo? Ciabattine?????? e scuotendo il piede). In ogni modo, sostiene di parlare in italiano. Ha anche imparato molti più nomi di animali, rispetto a quelli che sapeva in russo. Ha visto dal vero le mucche (che sono "sporchi") e le galline. Dice ancora "Da", ma "No" invece di "Niet". Chissà perché.
Sostiene che guardava i Teletubbies anche in Ucraina, e che là si chiamano Telepusiki. Non so se sia vero ma spero di sì, siccome è un nome adorabile.
Inizia a guardare con un certo interesse il libro sul bambino che cresce dentro al pancione della mamma.
Chiede quando potrà iniziare ad andare a scuola, ma per ora fa solo una mattina alla settimana, accompagnata dalla mamma.
Inizia ad abituarsi a stare con la nonna, anche se la tentazione di stare con la mamma mentre lei cerca di fare una doccia (Dani l'immagine di lei spalmata sul box è stata profetica!) è sempre tanto forte.
Fa delle facce buffissime, soprattutto a tavola. Non è comodo quando uno cerca di essere severo.
Le piace molto andare a mangiare a casa di amici, e anche avere ospiti a casa nostra.
Ha imparato a chiamare "Mamma!" quando si sveglia al mattino.
Produce domande a una velocità imbarazzante (l'altra sera cena: Tania: Cos'è stato? Mamma: Un aereo. Papà: (mi chiede un'altra roba). Mamma: (risponde). Tania: Mamma dopo cosa facciamo? Mamma: (risponde poi, guardando il papà) Dai, fammene un'altra, che poi sta di nuovo a lei).
Pretende che la mamma riconosca dal timbro tutti gli abbai di cani che si sentono da casa.
Sempre a tavola, a volte allunga la mano aperta verso la testa di Fabio. Lui sostiene che gli carpisca i pensieri. Fra poco sarà quindi in grado di dirigere una ceramica (il piglio ce l'ha già in effetti).
Fa qualche domanda sugli amici del suo gruppo, chiedendosi dove siano, l'altro giorno mi ha chiesto se Pasha lo sono venuti a prendere, come noi abbiamo preso lei. Cucciola.
Chiama il bambolotto Zizzobello.
Le stanno crescendo i capelli e, in generale, è bellissima.
domenica 3 marzo 2013
Residenza
L'altro pomeriggio sono venuti a verificare se Tania abita davvero qui, controllando se fosse veramente a letto a dormire. Mica era necessario vederla... Gli indizi sono chiari: tavolino Ikea in sala coperto di pentolini, semi sparsi a terra che compaiono nei posti più impensati, due bambole sul divano in attesa del cambio del pannolino, in bagno sgabellino x arrivare al lavandino e specchio decorato a spruzzo di dentifricio, didó fucsia seminato con perizia sulle fughe delle piastrelle e sugli interruttori... Va bene voler imbrogliare, ma architettare una montatura del genere mi pare un filo eccessivo!
Comunque, le settimane a casa sono tre. Se ne guadagna in documenti fatti (a buon punto ormai, iniziamo con le visite mediche!), una comprensione dell'italiano sempre maggiore, un'abitudine sempre più consolidata alla casa.
Stamattina si è fatta male - niente di che - e mi si è aggrappata al collo come una ventosa: solo la mano della mamma appoggiata sulla gamba ha fatto passare il male.
E iniziamo coi racconti di quando 'è venuta via dalla dietzki dom'e della prima volta che l'abbiamo vista: lei ascolta e sorride, nel caso dei saluti agli amichetti fa anche tuba risata dicendo che adesso lei ha una dom, una casa.
Ama molto andare in giro, anche in auto: è curiosa di tutto, guarda con attenzione e a volte, se cammina, si ferma proprio se c'è una scena che non vuole perdere. Le piace andare a casa degli altri, specialmente se ci sono bambini ovviamente, e accetta di buon grado di fare esperienze nuove, andando 'sulla fiducia'. Ama la piscina, è sempre più chiaro. È solare, sorride per la maggior parte del tempo, anche quando non dovrebbe, tipo quando la stiamo cazziando.
Vederla sedersi sul divano, con la musica accesa, insieme a mamma e papà, a leggere un giornale - parole sue - è una scena che da sola vale il prezzo del biglietto, ma alla grande.
Love is... La faccia che fa quando beve la Fanta. Con le lacrime agli occhi ma... 'Sì... Mi piace!'.
lunedì 25 febbraio 2013
E tu dove credi di andare?
Tania non l'ha detto solo perché non sa ancora dirlo, ma l'effetto è stato questo. La situazione: sera, dopo cena, lei è in camera a giocare col papà. Io dico: "Esco a buttare la differenziata, che c'è qualcosa nella plastica che fa una puzza pazzesca".
Lei, sentendo il rumore della maniglia: "Dove vai mamma?" (Ti kudà?, domanda ripetuta circa 1000 volte al giorno, cambia il soggetto che va dal papà al cugino di secondo grado del vicino di casa). Io: "A buttare la spazzatura". Tania: "Arrivo!". Non arriva. "Vado!". "Vengo mamma!". Arriva, guarda la sporta con carta a plastica, poi mi dice: "Vai". Permesso accordato signore!
Direi che l'effetto cozza di cui mi avevano parlato in parecchi ci sia tutto. Per me e per il papà, a seconda dei momenti e di chi c'è, ma cozza è. E che cozza sia, chiaramente, se è così che va l'attaccamento. Fra quello e le 6000 domande ripetute dal momento della sveglia a quello del sonno (le più gettonate: Dove vai/dove va/dove andiamo adesso? Di chi è? Chi è?, che usa quando si sente un qualsiasi rumore) arrivo al momento del rientro del papà un po' frastornata, forse saranno anche i cartoni di Rai yoyò? Io ieri sono andata a votare e sono rimasta stupita, non trovavo il facciotto di Peppa Pig, ma si può?
Comunque... continua ad andare bene, direi. A parte il desiderio di rassicurazione che sta dietro a tutte le domande, e ci sta, in fondo non è che siamo in questa casa da un secolo, sono due settimane! Voglio dire, qualche dubbio che una volta usciamo e non torniamo ce l'avrei anche io, nei suoi panni. Dicevo, a parte questo mi sembra serena, pronta ad accettare le nostre proposte di andare a trovare qualcuno o a cena dal cuginetto... stiamo dosando incontri e momenti di gruppo, ma durante quelli che abbiamo fatto ci è sembrata proprio contenta, e dopo non era schizzata. Con la lingua va benino, capisce un sacco di cose, poi risponde in russo mettendo qualche parola di italiano, che non si capisce come mai riesca a ricordarsi "tacchino" e non "cane", che gliela ripeto ogni volta che sentiamo abbaiare, ma va beh.
Sabato siamo stati in piscina per la seconda volta e, complice la muta che fa galleggiare - me l'avevi detto Dani, sembrava un tappo di sughero! Inaffondabile! - e gli occhialini si è lanciata, sempre sott'acqua a salutare qualcuno o lanciata a braccia tese verso la maestra. Venerdì in un centro giochi con i gonfiabili, e anche lì è stato un piacere vederla provarli tutti ridendo a crepapelle. Sale e scende dalla macchina, si siede sul suo seggiolino, riconosce posti e strade come se non avesse fatto altro nella vita. Pedala sulla sua bici facendo le curve su una sola delle due ruotine, a tavola non tace un secondo. Ci strema ma ci fa ridere, da matti.
domenica 17 febbraio 2013
Una settimana e un giorno
Sabato scorso rientravamo in Italia, una meta che ci sembrava quasi un miraggio.
E' passata una settimana, davvero intensa, la nostra prima settimana da genitori. Con alti e bassi, ma quello che conta alla fine è vedere che Tania si muove con sicurezza per la casa, sembra serena, sta imparando i nomi dei membri della famiglia e tante parole in italiano. Fa i capricci, dei guai, chiede una cosa e poi non la vuole, si arrabbia se qualcosa non le riesce... sta conoscendo noi, e noi lei. Non chiede dei suoi amici o del gruppo, anche se li nomina (col passare del tempo sempre meno, in effetti).
Noi ci stiamo abituando ad avere una bambina in casa, ad adeguarci ai suoi ritmi, a fare tante delle cose che un genitore deve fare: coccolare, preparare pranzi e cene che vadano bene anche per lei, ricordarsi di avere sempre dei fazzoletti di carta e le salviette, chiederle se deve fare pipì prima di uscire e/o di vestirla come l'omino Michelin, capire quando è tesa, quando sta facendo la sciocca, quando ha bisogno di calmarsi. Siamo all'inizio, e facciamo errori (tipo oggi portarla sulla neve senza crema solare... è rossa come una melina!), ma ci mettiamo tutta la buona volontà.
Abbiamo tanti, ma tanti, Love is... perché, anche se ci fa arrabbiare da matti, è la nostra piccola, e continua a lasciarci senza fiato.
Love is... vederla per mano col cuginetto, o vederli saltare insieme sul letto, ballando.
Love is... sentirla dire: Mama, ti belissima!
Love is... vederla ballare col papà con addosso un tutù rosa (lei, non il papà)
Love is... quando dorme, perché è adorabile da vedere, non solo perché possiamo prendere fiato (o pulire casa)
Love is... portarla per la prima volta in piscina, e vedere la sua gioia, che non ha paura, che ama l'acqua proprio come noi.
Love is... vederla per tutto il giorno con addosso gli occhiali da piscina, chiedendo di portarli anche a letto. Vederla fare la doccia con gli occhialini e la cuffia da piscina!
Love is... portarla a bobbare e sentirla ridere, mentre scende con Maksim, come una matta.
Love is... al ristorante per la prima volta, vederla porgere un cappello caduto a terra a un bambino.
Love is... sentirle chiedere se possiamo tornare a casa, e vederla far festa quando vede che ci siamo, come la faceva all'istituto.
Love is... sentirle chiedere dove sono la nonna e i nonni.
Love is... che stasera per la prima volta mi abbia chiesto cosa preparavo per cena.
Love is... leggerle una libro sui baci prima di dormire, e provarli tutti con lei, quello degli elefanti, quello del topolino...
Love is... guardare i cartoni con lei in braccio.
Love is... quando prima di addormentarsi ti prende la mano.
Love is... vederla felice quando riconosce un posto dove siamo già stati.
Love is... vedere che si sforza di imparare nuove parole in italiano.
Love is... quando ci dà un bacio all'improvviso.
Love is... quando la vestiamo tutta bene, ma anche quando si mette il pigiama.
Love is... quando ci annusa e dice che profumiamo (annusa tutto!)
Love is... quando a Luca regalano una cioccolata e a lei una cosa impacchettata, che chiaramente è un libro, io le chiedo secondo lei cos'è e lei dice: Una cioccolata grande! :-)
Love is... sentirla chiedere di guardare in TV "Papik" (Peppa Pig)
sabato 16 febbraio 2013
Un anno fa
Un anno fa eravamo in rientro dall'Ucraina e avevamo scritto da poco un post bello difficile: Tania era stata ricoverata e non sapevamo quando l'avremmo rivista. Iniziava un periodo di apnea che sarebbe durato fino a giugno.
Oggi Tania è a casa quasi da una settimana, una settimana intensa in tanti sensi, che ci vede abbastanza stesi, parecchio messi alla prova, ma con lei. Con lei.
domenica 10 febbraio 2013
Una paura in meno?
Abbiamo passato una bella domenica a casa. Tania già sembrava più a suo agio, ed ė solo il secondo giorno. Cerca spesso Luca, il cuginetto, con cui si capisce anche se parlano lingue diverse. Oggi, prima noi sole, poi con lui siamo stati al parco, ė stata l'occasione per incontrare qualche amico in una situazione informale che anche Tania ha gradito.
Ma il vero passo avanti, e grande, l'ha fatto dopo, a casa di Luca. Lui ha una gattina, Mimì, francamente deliziosa. L'abbiamo vista prima giù in giardino e già lì, vedendola in braccio a lui, Tania ha sorriso, ma è stato in casa, vedendolo coccolarlo ancora, che si è lasciata andare: prima ha accettato di accarezzarla, poi tutta discesa fino alla dichiarazione: Voglio bene a questo gatto! Tutto la stupiva: vederla mangiare, bere, dormire, fare la pipì! Luca voleva giocare, ma non c'è stato verso, era tutta presa dalla gatta. Io sono stata felice, soprattutto perché sentirla dire, tutta felice, 'non ho paura!' mi è sembrato proprio liberante.
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