venerdì 25 gennaio 2013
Qui si produce
Sembra che siamo qui a battere la fiacca, pettinare le bambole e quelle cose lì, invece ci si sbaglia e alla grande. Intanto perché Tania qui ha due bambole tutte e due calve. E poi perché di cose se ne fanno tante. Prendiamo oggi ad esempio. Per essere più produttivi, ci siamo divisi, io e Fabio.
Lui e Andrej sono andati valorosamente, sotto a una gran nevicata, a Dnieprpertrovsk e a Dniepreccecc a legalizzare e ritirare documenti. Malgrado le poche parole di russo di Fabio e le pochissime di inglese, unite a una certa laconicità naturale, di Andrej - che comunque è stato lodevolissimo, pur essendo "solo" un autista oggi ha fatto il lavoro del referente, alla fine - sono riusciti a fare tutto e anche a recuperare il documento mancante. Quindi lunedì Irina torna qui, e vediamo se riusciamo a finire il tutto.
Io invece sono rimasta a casa, sempre sotto la neve, con la cucciola, che ha chiesto parecchie volte dove fosse il papà, dicendo poi che era a "comprare i documenti", roba che se la sente un giudice ci arresta tutti quanti. La giornata è andata ancora meglio di ieri: Tania era più rilassata, io pure, quindi abbiamo fatto cose semplicissime ma si sa, per una (io) che ancora cade in deliquio vedendola appallottolare le polpette, e stava per colare sul pavimento come un ghiacciolo quando l'ha vista addormentata con due dita in bocca... sono sempre cose belle. Il bagnetto a lei e poi alla bambola, il lavaggio dei vestiti, l'aiuto che mi ha dato in cucina, poi, dopo dormito, a fare il letto... sono cose senza prezzo per noi. Poi ci abitueremo, lo fanno tutti, però vorrei ricordarmi, magari rileggendolo, del primo giorno in cui ho visto come dorme nostra figlia.
Quando poi Fabio è tornato, a fine giornata, Tania gli è corsa al collo dicendo: Sei tornato! Momento da incorniciare anche per il papà, direi.
giovedì 24 gennaio 2013
Prima uscita insieme
Stamattina, ore 9.00, eravamo da Tania a vedere se veramente ce l'avrebbero data a casa. Le cose sono iniziate leggermente in salita... dopo essersi vestita ha detto che no, non voleva venirci, che voleva andare in palestra. Noi e la maestra l'abbiamo convinta, e siamo arrivati indenni fino alla macchina. A un metro dalla portiera è scoppiata a piangere: non voleva salire, non so come mai era spaventata da Andrej, che aveva visto ieri senza problemi. Comunque: coraggio a due mani, caricata in macchina, poi ho iniziato a spiegarle che Andrej è bravo, non c'è da aver paura... tempo neanche due minuti ed era di nuovo abbastanza garrula, è anche voluta venire in braccio per guardare fuori dal finestrino (Murryyyyy... non leggere quest'ultima frase! :-) ).
Insomma, ci aspettava la seconda prova: la spesa. Lo so, è stato da incoscienti provare a portarla, ma ci siamo detti: non abbiamo cibo; il market vicino a casa ha chiuso; sfruttiamo l'occasione di avere la macchina; al limite se si dispera usciamo e amen.
E in effetti sembravamo avviati in quella direzione: varcata la soglia, si è messa a piangere. L'ho presa in braccio, portata a scegliere le banane, un peperone... quello, non so perché, le ha bloccato il pianto, è voluta scendere, l'ha portato lei al papà e ha iniziato ad aiutarci con le altre cose. Tempo un minuto e sorrideva contenta, aiutava Fabio col carrello, saltellava persino e attaccava bottone alla gente.
Insomma, è andata benissimo, anche se io ero tesa come una corda di violino, neanche portassi in giro una bambina di porcellana.
In realtà, deve essere fatta di ben altra tempra, siccome da lì un poi è stata proprio coraggiosa: siamo arrivati davanti al condominio, scesi, 6 piani di scale, siamo entrati; le è piaciuto, subito ha iniziato a guardare qua e là, i suoi giochi che avevamo messo in sala, i vestitini, tutto insomma. Ha voluto pranzare presto (anche se in effetti ha mangiato pochino), poi andare a letto, col pigiama e con noi ovviamente. Di dormire, non se ne è parlato: ha fatto una finta, poi però ha iniziato a parlare tutta contenta, a ridere, ad annusare i fiori dipinti sulla testata, insomma tutti indizi che non avrebbe dormito neanche a prenderla a padellate.
Quindi, ci siamo alzati e abbiamo: fatto il bagnetto, asciugato i capelli, giocato un po', addirittura andati al parchetto qui vicino a giocare! (avrei scommesso che non avrebbe avuto il coraggio, invece, bella come il sole...). Poi abbiamo videochiamato la zia Chiara, giocato ancora e guardato la tv (che in effetti le piacerebbe sempre accesa, come sottofondo), infine ha "scoperto" che poteva lavare il bambolotto nella vasca, e ancora meglio, che poteva usare una spugnetta per pulire tutto il bagno... e lì era come se non ci fosse. Ci ha anche chiesto di andare "in sala a giocare"!
Alle 17.30 siamo tornati verso l'istituto in macchina. I suoi amici l'hanno accolta come se fosse una star, lei era tutta contenta di raccontare che era stata in macchina e in un negozio grandissimo.
Noi... siamo contenti, anche se stanchi, non per come è stata lei, ma per la tensione. Io temevo che non volesse più venire (e domani ho ancora il dubbio, in effetti), che non ce la passassimo più in questo appartamento, invece... è andata bene.
Ha detto che si era divertita e che era contenta. E noi ci portiamo via queste immagini, che diventeranno familiari ma che per ora sono uniche:
- lei che sceglie dei piattini con delle ballerine, "per me mamma"
- che dopo la spesa corre incontro ad Andrej, appena arrivato in macchina, dicendogli: Bravo! sei arrivato!
- che si mette il pigiamino e ci chiede di andare a letto con lei
- che si lava i dentini con lo spazzolino (rosa)
- che gira per strada per mano
- che chiede al papà: Cosa fai di là? Lui: Leggo! Lei (che è in bagno intenta a bagnarsi tutta): Bravo! Leggi!
mercoledì 23 gennaio 2013
Allucinante
Mi hanno fatto notare che nel post di ieri ci eravamo un po' allargati con le certezze, evidentemente non abbiamo fatto bene a rilassarci così tanto. O, se vogliamo proseguire con le metafore animali, diciamo che la sfiga che ci ha accompagnato dal luglio 2011 a oggi è stata come un serpente, che abbiamo iniziato a schiacciare col nuovo abbinamento, colpito a morte con la sentenza positiva, ucciso ieri, con il ritiro ma.. oggi dà ancora un colpetto di coda, speriamo l'ultimo prima di rendere l'anima per un bel pezzo.
Insomma, non scendiamo nei dettagli perché sono i soliti casini burocratici (soliti... insomma... Irina ha detto che in 10 anni una cosa così non le era mai capitata), basti sapere che, a causa di un errore compiuto in istituto, manca un passaggio burocratico fondamentale, relativo alla residenza di Tania, per poter fare la richiesta di passaporto. Oggi abbiamo girato in lungo e in largo per risolvere il problema, e abbiamo appurato che in effetti i tempi che erano stati supposti in un primo tempo per risolvere la questione (un mese, aiuto!), sono diventati... una settimana, se siamo molto molto fortunati forse meno, ma chissà. Settimana durante la quale non potremo prendere con noi Tania, perché ufficialmente l'adozione non è conclusa.
Pare che da domani possiamo prenderla qualche ora in appartamento, ma diciamo che ci crediamo quando arriva qui, ci sta, nessuno fa storie in proposito. Sarebbe ora, comunque, che già oggi, siccome tutti, Irina compresa, credevamo di portala via, le abbiamo dato i vestitini nuovi, e lei era tutta contenta, oltre che bellissima.
Siamo anche usciti in macchina per andare a fare le fototessere, e lei è stata abbastanza tranquilla, tutto sommato. Ha comunque dichiarato che a casa con noi ci viene... ha paura, evidentemente, ma si fida di noi.
Vedremo se domani faremo ancora un passo avanti sulla via della famiglia, via... speriamo.
martedì 22 gennaio 2013
Ufficialmente
Oggi, verso le 10, abbiamo ritirato la sentenza che ci decreta ufficialmente genitori di Tania. Più tardi abbiamo anche fatto preparare il nuovo certificato di nascita, che recita che Tatiana è nata da noi.
La giornata è stato il solito delirio burocratico ucraino, e come da programma... non siamo riusciti a fare tutti i giri. Domani mattina andremo da Tania e la porteremo a fare le fototessere, mentre Irina gira per altri documenti; poi, chiederemo se l'ufficio che dobbiamo visitare a Dnieprpetrovsk ci può accogliere anche nel pomeriggio: se sì, andremo a prendere la piccola e partiremo insieme, se no... tutto rimandato a giovedì. Vedremo, intanto stiamo pronti con le valigie.
Ma tanto lo so che nessuno sta leggendo queste righe con attenzione, preso dall'attesa di quello che ogni lettore si aspetta.
La foto. Ed eccola: nostra figlia!
lunedì 21 gennaio 2013
Primi saluti
Oggi abbiamo salutato la nostra tata preferita, fra quelle di Tania: si chiama Tania anche lei, la conosciamo dallo scorso novembre, è giovane, carina, non alza la voce ma riesce a farsi dare abbastanza retta. Cosa non semplice perché, come Fabio stesso ha sperimentato sulla sua pelle, non è facile far ragionare il gruppo dei bimbi, quando si perde il controllo. Vederlo chinato a cercare di convincere Nazare e Olga a fare quello che propone, con la tata che ride sotto i baffi, è una di quelle scene che non dimenticherò tanto facilmente.
Comunque, le abbiamo dato un disegno fatto per l'occasione da Tania, e una sua foto, le abbiamo fatto una foto con la piccola e dato la mostra mail e il contatto FB. Vorremmo proprio mantenere il legame, siccome ci ha detto più volte di voler vedere come cresce la cosacchina.
Per il resto, noi siamo pronti, domani, al ritiro della sentenza e, se tutto va bene, a fare il certificato di nascita nuovo. Abbiamo scelto, con una certa emozione, i vestitini da mettere a Tania mercoledì. E non vediamo l'ora che arrivi il momento di uscire dall'istituto insieme.
domenica 20 gennaio 2013
Ma io...?
Ieri l'altro era stato: Ma io ci andrò in piscina? Ieri: Ma ci andrò dalla parrucchiera? Oggi: Ma ci andrò a scuola?
Tania salta fuori con queste domande quando meno ce lo aspettiamo. Come nel caso della scuola, non sappiamo come le vengano in mente, e non dice: in Italia. Però... il fatto che chieda a noi cosa farà, che, in un certo senso, ci chieda di rassicurarla sulle cose belle che la aspettano (perché ha detto che a scuola ci vuole andare, per imparare a leggere, a scrivere e a raccontare le favole), ci rende felici.
Non sappiamo di preciso cosa realizzi nella sua testolina, fra noi che parliamo un russo da operetta, le tate che a ogni piè sospinto le dicono che se non è brava noi non la porteremo via, gli amici che a tratti le chiedono quando parte, a tratti le dicono (come a rassicurare se stessi, e ci sta) che no, non andrà a scuola, che non ci pensi nemmeno. A noi sembra tranquilla e alcuni dei comportamenti delle tate, con scelte molto diverse da quelle che faremmo noi, frasi che non pronunceremmo, modi che non adotteremmo, ci stanno sempre più stretti.
Certo, se tutto va come deve, domani dovrebbe essere l'ultimo giorno in istituto. Manca così poco che non ci sembra vero, e comunque il tempo con la piccola vola. Stamattina siamo stati fuori, un po' con gli altri bimbi ma molto anche da soli, a passeggiare infangandoci (io e lei), cantando Apro gli occhi e ti penso, componendo la sua nuova famiglia con le pigne.
Nel pomeriggio invece breve ma soddisfacente sessione di disegno (che, per il momento, non le piace molto, ma probabilmente anche perché non le dà soddisfazione), poi giochi di finzione, in cui lei era una tata e noi i bambini - e i modi che usa nell'imitare le tate sono leggermente inquietanti. A me ha detto, quando è stato il mio turno fare la tata: Urla! Devi urlare...
Poi, tante cose da ricordare. Alcune qui.
Love is... vederla correre contenta al telefono, chiedendo se siano i nonni. Sentirla rispondere a mia mamma, ripetendo quello che ho detto io, ma senza che glielo chiedessi: Sto beeeene, con la e aperta, tipo dizione.
Love is... vederla mandarci i baci col soffio, mentre ci saluta da una finestra.
Love is... sentirle dire: Luca maiò?, "il mio Luca?", quando le diciamo una cosa sul cuginetto.
Love is... quando ci si butta addosso, al momento del saluto, perché le piace che facciamo finta di cadere sotto al suo abbraccio.
sabato 19 gennaio 2013
Apro gli occhi e ti penso
E' stata l'idea geniale di oggi. Idee geniali necessarie per far passare un'altra giornata uggiosa, siccome abbiamo scoperto che, se facciamo tanto di coinvolgerla, una Tania altrimenti annoiata (e a ragione) diventa lei stessa piena di idee e poi è molto più facile far passare il tempo.
Le idee di oggi sono state: il papà che si è messo a fare esercizi, anche buffi, in palestra con una bacchetta in mano, e io e Tania dovevamo imitarlo (grandissimo successo); un gioco in cui Tania preparava tre letti e noi facevamo finta di andare a letto, svegliarci, andare a lavorare ecc.; imitare quello che Masha e Medved facevano nel cartone, come in una scenetta; infine, cantarle in coro la canzone dell'Equipe 84, cosa che l'ha deliziata. Ce l'ha fatta ripetere 3 volte, alla fine faceva Uò uò anche lei :-) e sorrideva felice quando dicevamo Teeeee! indicandola. E in effetti non è neanche sbagliato, se pensiamo al testo è abbastanza adatto a noi alla fine...
Ma non è tutto qui. Alla ricerca di emozioni "forti", oggi ho provato una nuova esperienza: andare dalla parrucchiera qui a Krivoy Rog! Ebbene sì, ne avevo bisogno, e Fabio mi fa: Magari poi a casa non hai tempo - e in effetti, a me piace come andare dal dentista! Quindi, e sia: preso appuntamento e accordi con Irina per la traduzione simultanea telefonica. Dovevo fare il colore e la piega. Mi dicono il tempo previsto: 3 ore. 3 oreeee? E c'ero solo io eh! Insomma, mi fanno la tinta, poi lo shampoo, mi asciugano un po' e poi vedo che tirano fuori la carta d'alluminio. Chiamo subito Irina: Mi sa che vogliono farmi le meches! Figurarsi, mai fatte a casa, le faccio qui? Quindi le abbiamo fermate, ma erano delusissime... Insomma, lavoro fatto, e bene direi, spesa: 16 euro e 50, affarone! E Tania! Ci chiedevamo: se ne accorgerà? Eccome! L'ha notato subito, con la sua solita aria enfatica, ha chiesto 10.000 dettagli, fra cui anche se potrà andarci anche lei. E me li annusava di continuo...
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