mercoledì 31 agosto 2011

Non poter perdere

Oggi tocca a me e direi che non sia un bel segno!
Anche oggi con Tania è stata una bellissima giornata: sole,cielo terso e una marea di corse, giochi e risate tutti assieme come una famiglia.
Come ogni giorno che passa però il nostro pensiero torna ai nostri “documenti” che mancano, persone che non decidono e intoppi che non ci permettono attualmente di realizzare il sogno.
La situazione diventa sempre più stressante perché il traguardo sembra venga sempre spostato un po’ più avanti… ormai stiamo correndo da tanto e il fiato inizia ad essere corto.
Siete tanti a fare il tifo per noi e forse anche per questo sentiamo un po’ meno la fatica, ma non credo possa durare in eterno la carica di positività che ci siamo iniettati alla seconda partenza.
Vediamo che tutti stanno facendo del loro meglio per aiutarci ma ad ognuno manca qualcosa per dirci la famosa frase: “Tranquilli è tutto ok…”.
Nella vita ad ognuno di noi è capitato di vincere e di perdere e soprattutto certe sconfitte sono state importanti per vincere partite più importanti ancora.
Da sportivi quali ci riteniamo, sappiamo che perdere è una delle possibilità e che persa un’occasione sicuramente la vita ne riserva sempre delle altre, e, per quanto riguarda la mia filosofia di vita, sempre migliori… ma a noi questa possibilità non è concessa, perchè Tatiana è nostra figlia e noi i suoi genitori.
Forse è proprio questa condizione che ci preoccupa, ci stressa  e che ci fa continuare a lottare.
A domani

lunedì 29 agosto 2011

Giornata di fine agosto

Oggi non avremmo voluto scrivere, perché le cose non vanno bene e siamo pericolosamente a metà strada fra la rabbia e lo sconforto. Però stiamo scrivendo il blog anche come diario che in futuro speriamo di poter far leggere a Tania, e almeno una foto di oggi ci voleva. Eccola.
Sole, caldo, ma sopportabile. Tania ha un paio di braghette verdi e una maglietta azzurra. Siamo stati per un po’, tutti e 3, vicino alla recinzione, a guardare fuori (oggi le interessava molto). Siamo vicino al muro, in un angolo del cortile. Per un poco, faccio ridere Tania nascondendomi dietro al tronco di un albero e facendo la sciocca. Poi le vado vicina, mi chino su di lei e comincio a darle un sacco di baci, di quelli con lo schiocco lungo lungo. Lei sta ferma, un po’ sorride e un po’ ride. Quando smetto le chiedo: Ti piace?
E lei: Da.
PS ha imparato a fare naso-naso con Fabio. Sono spettacolari.

domenica 28 agosto 2011

Vascresienie!

Domenica molto “locale” quella di oggi.
Dopo essere stati dalla Tania, decidiamo di tornare al mercato, invogliati dalle folle che abbiamo visto dirigersi lì durante la mattinata. La nostra prima incursione non era stata molto soddisfacente: inquietati dall’uomo steso a terra a 4 di bastoni proprio all’ingresso, con i passanti che lo guardavano preoccupati, non ci eravamo arrischiati ad addentrarci troppo e avevamo visto solo bancarelle di scarpe e occhiali da sole (belle, anche se, dopo 7 o 8…). Oggi invece ci siamo intrufolati in viuzze sempre più strette, determinati a trovare la sezione degli alimentari. Ci doveva essere, se no da dove venivano tutte quelle tizie con le sporte piene di cipolle?
Insomma… alla fine ce l’abbiamo fatta, e ci siamo anche goduti un mercato più vario di quello che avevamo visto l’altra volta, dove si vende di tutto, dai cuccioli ai vasi di miele artigianale, dai semi ai water, dagli abiti ai ricambi meccanici di vario genere. Belle le verdure, più di quelle dei supermercati. Stavamo camminando, ammirando finalmente delle melanzane che non suscitano la pellagra a un primo sguardo, quando un signore, da dietro una bancarella, ci ha approcciati, dicendo: “Africa?”. AFRICA? Ma come, va beh che siamo di carnagione leggermente scura, ma… africani????????? Spieghiamo che siamo italiani, e lui, subito, “Ah, Milano…”. Ecco, già più vicino a noi, per dire. Comunque, compriamo da lui le melanzane (“Due”, gli dico. Lui: “2 chili?”. Io: “No, proprio 2 melanzane!”. “Facciamo 3, a 2 grivne e 90 copechi”, circa 25 centesimi).
Di ritorno a casa, dove avevamo progettato nientepopodimeno di un riso in bianco (lascio immaginare come mai, problema mio, comunque), mi imbizzarrisco. Ma come, dico, non è possibile che non abbiamo mai pranzato con qualcosa preso da una bancarella! Fabio mi asseconda, e scegliamo un chiosco in cui fa bella mostra di sé della carne allo spiedo. Vediamo un tizio allontanarsi con una roba arrotolata, e spieghiamo di volere lo stesso. Detto, fatto: la ragazza ci srotola sotto agli occhi della pasta molto sottile, poi inizia a metterci sopra: verza tagliata a julienne, qualche patatina fritta, pomodori, carote sempre a julienne, rapa rossa, maionese, ketchup, senape e infine la carne. Arrotola il tutto e lo caccia nella piastra.
Il risultato (e il nome del prodotto finale) lo potete vedere nella foto. Io sono impazzita… in effetti, un debole per il junk food ce l’ho, e questo mi ha soddisfatto appieno!

IMG_0625
IMG_0627

Senza paracadute

Giornata climaticamente perfetta qui. Cielo terso, arietta, sole…
E anche con Tania è stata proprio una bella giornata. Lei era in forma, allegra, serena, pimpante e scemetta quanto basta a farci impazzire entrambi. Ma io mi chiedo: come si fa a rimanere un po’ distaccati, a poter anche solo pensare, come forse pretenderebbero i giudici o non so chi, che possa non essere nostra figlia?
La vediamo infilzare con attenzione delle fettine di banana con una forchetta (che non so se avesse già maneggiato), e ci chiediamo come sarà vederle mangiare gli spaghetti. La vediamo paciugare nella buca della sabbia (scoperta di oggi) e fantastichiamo di portarla al mare, e vedere che faccia fa quando la prima onda della sua vita le lambisce i piedini. Vediamo quei piedotti calzati nei sandali un po’ abbondanti, e ce la immaginiamo con le scarpe da ginnastica che abbiamo pronte per lei. La seguiamo mentre corre qua e là e pensiamo a quando Fabio arriverà a casa, di sera in inverno, e si farà raccontare la nostra giornata.
Non so. Non so se sarebbe meglio cercare di bloccare i sogni, pensare a tutte le evenienze, ma poi mi dico: come può imparare a fidarsi di noi, se non percepisce che ci diamo al 100%?
Breve flash sugli altri bimbi. Più li conosciamo, più ci rendiamo conto di quanto siano tutti speciali. La piccola Nastia, che oggi si è impadronita di uno stetoscopio giocattolo e si aggirava visitando tutti, un medico alto 70 cm. Nazare, che quando siamo andati a casa mi è venuto davanti, allungando le braccine, per farsi dare un bacio (non te l’ho dato piccolo… già devono ricordarti di continuo che non siamo i “tuoi” mama e papa…), e che non vuole che lo spinga io sula dondola, perché vuole “il papa”. La “grande” e furbissima Xenia che, ben sapendo che è proibito a tutti (eccetto a Tania, che viene con noi) fare il giro dietro all’istituto, è partita, facendosi correre dietro dalla Tania e, al grido mentale di “Meglio un giorno da leone che 100 da pecora”, ha sfidato le tate, stando con noi finché qualcuna non è venuta a cercarla. La cicciosa Lisa, Lisette, con la sua risata chioccia, che ci urla da un capo all’altro del giardino di andarla a spingere sull’altalena. Andrej, che con i capelli corti non sembra più un punk ettaro. E poi Anton, Dima, Ian (cantante di un gruppo brit-pop), David, Tania “Litucia”, Alina… Ci mandate giù un bus, che li carichiamo tutti?

sabato 27 agosto 2011

Controllo dei dotti lacrimali

Notizia 1: nessuna nuova da Kiev. Hanno ben pensato di lasciarci qui in salamoia per il week end, non sia mai che l'adrenalina cali un briciolo. Avanti col resto...

Da quando l'abbiamo rivista, la Tania non aveva mai pianto. In effetti, eravamo un po' in ansia, di dicevamo: avrà qualche problema? Si sarà prosciugata?
Oggi abbiamo potuto verificare che non è così. Infatti, mentre Tania andava in dondola spinta da Fabio, ha deciso (chissà perché e percome... la dinamica di queste cose tende sempre a sfuggire) di lasciare andare le manine e... è caduta a terra, di faccia. Come se non bastasse la dondola, tornando indietro, le ha pure dato una mazzata in testa.
Piccola! Mento sbucciato e un bernoccolone dietro alla testa... Ha pianto disperata, per la paura, il male e forse anche la fame (erano ormai le 11.30) per 20 minuti buoni. Non l'hanno consolata le caramelle, le parole delle tate, un minimo forse le canzoni della mamma ma... in quel momento è arrivato il ghiaccio da metterle in testa, e giù altre lacrime.
Alle 11 e mezza l'abbiamo portata su dai bimbi, e siamo tornati a casa leggermente preoccupati. Odierà la dondola? Ci considererà legati a questa nefasta esperienza? :-)
Per arginare eventuali danni, ci siamo presentati alle 16 muniti di ovino Kinder, così, per rimediare. Lei ha gradito, anzi ha tentato di mangiare anche la sorpresa. Danni a lungo termine pare non ce ne siano; la ragazza, interrogata, dice di essere caduta dalla dondola, ma non nomina la mamma e il papà come responsabili. Amnesia da trauma?
PS: Andrea, aspettiamo il II episodio!
PS2: bentornato, Antonio! Ti sei poi beccato anche l'ultimo campo?
PS3: un urrà per i nostri amici ucraini Paola e Matteo, che oggi hanno avuto un bel pomeriggio e una bella notizia. Avanti così ragazzi!

giovedì 25 agosto 2011

Training day

Oggi pomeriggio la monotonia della vita in istituto è stata scossa da una piccola novità. Già stamattina avevamo notato che una porta di solito chiusa (come tutte, in istituto) era aperta, e dentro c'era una grande stanza luminosa attrezzata a palestra per i bambini. Molto bella, ben tenuta o forse nuova.
Io ci ho fatto entrare Tania di sguincio per qualche minuto, mentre Fabio piantonava fuori, perché tutte queste stanze di solito sono vietate ai più.
Sopresa delle sorprese... nel pomeriggio ripassiamo, fuori c'è una tata e, quando Tania si fa sulla porta, ci dice che possiamo entrare, basta che ci leviamo le scarpe.
Bellissimo! Ci sono animalettti di tessuto, quelli che si possono cavalcare, molte palle giganti, su cui faccio saltellare Tania fino a quando per poco non mi sforna lo yogurt che si è sbafata un'ora prima, poi un piccolo tapis roulant, un vogatore e una cyclette!
Mamma mia, che ridere vedere Tania che cammina sul tapis roulant... tutta felice, sorridente, a un certo punto si è anche seduta e si è fatta trascinare fino a che non è arrivata per terra
Insomma, sono arrivate in un minuto le 18, e lei non he neanche fatto cenno di voler tornare con gli altri bimbi. L'abbiamo portata noi, ma è chiaro che se si diverte si distoglie anche dal pensiero...

Per il resto, qui l'atmosfera è strana. Oggi la responsabile dell'ufficio di Kiev dovrebbe essere andata, nel pomeriggio, a parlare con la vicedirettrice del DAP, per vedere se è possibile ottenere il famoso documento. Sapremo qualcosa solo domani. Nel frattempo, viviamo sospesi fra l'ansia e l'idiozia.
Oggi, a tavola, è bastata una frase casuale ("Mi lavi l'uva?") per creare dal nulla un gruppo ucraino, i Laviluva. On stage da 72 anni, quindi dal 1939, 16 album all'attivo (pubblicati con grandi intervalli di tempo, "per poter incontrare più generazioni", dichiara il leader), contavano all'inizio una formazione di 21 elementi. Hanno suonato anche per le truppe, ovunque ci fosse bisogno (famoso il concerto a Saigon). La formazione attuale conta 3 elementi (gli altri sono passati a miglior vita), ma in pratica si tratta ormai di un duo acustico ("Siamo 3 solo sulla carta. Il batterista ormai tiene un ritmo molto blando"). I biglietti dei live costano carissimi, siccome ognuno potrebbe essere l'ultimo. Album memorabile: Subbota, oceign priaatna (del 1969). Miglior singolo: Vascresienie.
Guardare su Youtube per credere!

Indipendence day

Oggi pomeriggio, tornando dall’istituto, ci siamo chiesti: Ma oggi, su cosa lo facciamo il post?
La giornata era andata bene, avevamo giocato tanto con Tania (che indossa entusiasta l’anello che c’era nel cofanetto che ci avete spedito, Elly e Nick), anche da soli perché nel pomeriggio i suoi amichetti non sono scesi, ma non era successo niente di notevole.
Fabio ha detto: Scriviamo sulla festa di oggi.
E io: bene, sarà un post di 2 righe. Oggi infatti è la festa per il ventennale dell’indipendenza ucraina dall’Unione Sovietica, ma un po’ questa è l’unica cosa che sappiamo della questione, un po’ che al momento, su due piedi, non è questa al momento sia la mia nazione preferita, insomma… non è che il tema si prestasse a dedicarci fiumi di inchiostro virtuale.
Beh… mi sbagliavo di grossissimo. Tornando a casa abbiamo deciso di passare dal parco, e lì abbiamo trovato… una festa esagerata! Fiumi di gente, un sacco di bambini, tutte le giostre accese, una stradina di bancarelle organizzate dai vari quartieri della città per ricordare l’indipendenza (con una marcata preferenza per i fiori finti… ma vabbeh…). Poi, la banda, un gruppo di donne che… ricordano le Allodole in trasferta (Monia, tu le puoi apprezzare meglio degli altri), un gruppo di scacchisti. Per una volta, c’era un po’ di vita, una bella atmosfera che ha un po’ contagiato anche noi. Abbiamo anche preso un palloncino per la piccola.
Ma l’avventura non è finita. Rientrando al nostro appartamento, ci ferma un tizio, alto, magro, con una giacca blu, l’aria un po’ spiritata. Colpo di scena… è chiaramente di qui, ma inizia a parlarci in italiano! Dice di chiamarsi Valerio, e fra vari: “Ma mi capite davvero?”, “Correggetemi se parlo male!”, “Aspettate un momento…”, ci spiega che in passato ha lavorato come traduttore per dei bergamaschi. Adesso dice di essere disoccupato, e ci tiene un bel po’ a parlare prima di chiederci se gli diamo qualche soldo che, giura, non userà per comprare da bere, perché lui non è alcolizzato.
Insomma, alla fine gli diamo qualche grivna, lui ci saluta abbracciandoci, a me fa il baciamano, e ci lascia andare. E dire che questa volta c’era anche Fabio, quindi non sono io la sola ad attrarre i matti!
PS vediamo con piacere che i lettori del nostro blog e di quello di Paola e Matteo si stanno “incrociando”… ottimo! Grazie mille a tutti per il supporto!