venerdì 1 febbraio 2013

Conoscerci

In realtà oggi non ci sono stati particolari colpi di scena, accadimenti sconvolgenti o cose del genere. Solo, la "semplice" vita quotidiana di due genitori che stanno imparando a esserlo, e di una bambina che sta provando una vita del tutto diversa da quella che ha sempre condotto, una vita che probabilmente non ha nemmeno mai immaginato. Abbiamo passato la mattinata in casa, siccome pioveva e comunque Tania dichiarava di non volere uscire - probabilmente ieri ha preso paura siccome alla sera mentre uscivamo un cagnetto è saltato fuori dalla scrivania, del tutto a sorpresa, avrei preso paura anche io! Infatti oggi pomeriggio, quando siamo dovuti andare in ufficio a vedere delle traduzioni di documenti, è passata tutta circospetta la prima volta, e solo dopo che il papà aveva assicurato che il campo era libero. In ufficio è stata una piccola star, la volevano vedere finalmente, dopo aver tanto "lavorato" e letto di lei. Era intimidita ma simpatica. Si è invece sciolta di più dopo, al centro commerciale, fra un gelato cioccolato-fragola e qualche saliscendi sulla scala mobile. Abbiamo anche incontrato altre due coppie italiane, entrambe col primo abbinamento non riuscito, con cui abbiamo scambiato due chiacchiere. Mi rendo conto che tante cose che noto ora di lei non saranno così ancora per molto. Siccome la stiamo conoscendo, verrebbe da dire: Ecco guarda, le piace questo, fa quello. Invece, a parte i cambiamenti che avverrebbero comunque, con la crescita, ci sono le cose che sono ancora legate all'istituto, e non sappiamo quanto "dureranno": le piacerà ancora trafficare in cucina, aiutare ad apparecchiare e sparecchiare, in generale i lavori di casa? Mettere a posto i vestiti di tutti prima di andare a letto? Sono cose che fa di sua iniziativa e col sorriso, e noi francamente la troviamo adorabile, buffa da matti, ma chissà. Ci rendiamo conto che conoscerla, conoscerci a vicenda, come abbiamo sognato per mesi e mesi, sarà un lungo cammino fitto di sorprese.

giovedì 31 gennaio 2013

Bollita/bolliti

Scriviamo per la seconda sera dall'appartamento di Kiev, a un'ora ben diversa. Tania è di là che dorme, stanca da una giornata in cui effettivamente, sulla via dell'entusiasmo, abbiamo voluto farle fare troppe cose. E lei c'è stata, sia chiaro, e di buon grado: il giro per negozi, con annessa scoperta delle scale mobili, in mattinata, l'incontro con due aspiranti coppie adottive, in partenza oggi e domani (in bocca al lupo ragazziiiii!), poi nel pomeriggio passeggiata nel parco e altalena, infine in serata pizza al ristorante. Ecco, quest'ultima potevamo evitarla, era stanchissima e noi stessi abbiamo rimpianto l'idea. Comunque va benissimo: si è ambientata in appartamento, gioca e si diverte. Cerca di volta in volta l'uno o l'altro, corre dalla cucina alla camera raccontando cosa succede nell'altra stanza. E' sempre sorridente, affronta le novità a testa alta e dichiarando in linea di massima che le piacciono. Ci incantiamo davanti a un suo gesto, a una parola, a uno scherzo. Poi Kiev è una bella città, avremmo tanto da farle vedere e provare, ma dobbiamo ripeterci che non c'è fretta, che farà tante cose belle, e noi ci saremo, per le sue "prime volte". Ah giusto, non dimentichiamo la seconda parte del titolo. Anche noi neo-genitori siamo un po' provati. PS Al compleanno di Fabio è mancata la torta - ma solo perché vorrà festeggiarlo a casa - ma è stato comunque un giorno da ricordare. Il primo da vero papà.

mercoledì 30 gennaio 2013

Compleanno in famiglia

Qui è già mezzanotte passata, quindi è il compleanno di Fabio. Che regalo migliore che riuscire, finalmente, ad arrivare insieme a Kiev? Sì, perché stamattina siamo partiti alle 8.15, con valigie e borse varie, con Andrej, per compiere l' " impresa", ovvero: fare gli ultimi documenti, andare in istituto a firmare varie carte, racimolare la piccola, partire per Dnieprpetrovsk, fotografare Tania all'ufficio passaporti, e infine partire per Kiev. Già dall'elenco si capisce che non erano poche cose, in più da un certo momento in poi erano dare fare con una bambina di 5 anni che non sapevamo come avrebbe reagito. In effetti, Tania ha reagito molto meglio del previsto: ha salutato tutti in istituto con grande entusiasmo - e fretta, purtroppo: avevamo i minuti contati. Ha avuto un piccolo momento di crisi dopo un po' che eravamo in macchina, poi appena sbrigate le ultime pratiche a Krivoy Rog, ma una fermata alla toilette e poi a mangiare al Mac (subito educativi eh!), l'hanno rimessa a posto e, a parte ancora qualche lacrima per le foto del passaporto, è stata veramente valorosa. Si è sciroppata 9 ore e mezzo di macchina senza dire "beo", solo chiedendo di tanto in tanto se davvero andavamo al nuovo appartamento. Ha mangiato, dormito, avuto la cacca nei momenti più delicati, fatto la pipì in una latrina da INCUBO :-) Siamo arrivati a Kiev, finalmente, verso le 23: stanchi morti ma comprensibilmente felici. Non sappiamo quanto ci farà ballare la piccola, che ha dormito un bel lo' in macchina, ma... siamo insieme, ed è quello che conta. PS un ringraziamento speciale ad Andrej che, con la regia di Irina, impegnata in trasferta, oltre agli uffici ha sfidato una nebbia decisamente modenese sulle strade ucraine, piene di buche. Ora lo sappiamo in viaggio verso casa, a Krivoy Rog: ci raccomandiamo, astarojna! Attento!

martedì 29 gennaio 2013

Momenti da donne e momenti da uomini

I momenti da donne li abbiamo passati oggi io e Tania, a casa insieme dalla mattina fino a quasi le 6 di sera. Giornata piacevole, la piccola ha iniziato a mangiare di più e in generale ci sembra tranquilla, relativamente ovviamente, visti i cambiamenti che stanno avvenendo nella sua vita. Siamo stati per parecchio tempo al parco, complice una temperatura mite e l'incontro con una mamma ucraina che però parlava italiano, vivendo a Milano da 10 anni. Ma il clou è stato raggiunto quando, dopo una robusta dose di altalena, le ho proposto di andare a comprare una brioche in negozio. Ha accettato e ci siamo fatte una passeggiatina in mezzo alla gente, con lei che guardava tutto con molta attenzione. Poi siamo entrate al forno, abbiamo scelto due dolci e ci siamo messe a mangiarli sedute a uno dei tavolini interni, davanti alla vetrina. Era da vedere... guardava fuori come se fosse una cosa che fa da sempre, mangiare una brioche seduta al bar. I momenti da uomini li hanno vissuti Fabio e Andrej, ormai uniti da una complicità prettamente maschile che consente loro di capirsi con 3 parole e qualche gesto, e malgrado questi limiti riuscire a conversare delle cose della vita (tipo la auto). Oggi si sono sciroppati l'ennesimo viaggio (300 km fra andata e ritorno) a Dniproeccecc, ma con ottimi risultati: sono riusciti, dopo una certa attesa e varie telefonate anche a Irina, a ottenere il documento che dopo, qui, ci ha fatti uscire dall'empasse di ieri. Hanno fatto, insieme alla giurista dell'istituto, parte delle carte che dovevamo fare ieri, e sono anche andati a rilegare i documenti. Insomma, Irina ha chiamato e ha detto che per domani avrebbe organizzato tutto, pur in sua assenza, per consentirci di fare tutti i documenti, recuperare Tania e partire per Dnipropetrovsk, dove Tania dovrà fare le foto per il passaporto, e poi forse Kiev. I condizionali a questo punto non sono un obbligo... ma un vero e proprio must. Valigie fatte per l'ennesima volta, e speriamo!

lunedì 28 gennaio 2013

In prigione

Quando io prendo il controllo del computer non è mai per festeggiare o raccontare qualche avventura entusiasmante ma perché qualcosa non va. Questa giornata doveva essere l'ultima in questa lontana e fredda città ucraina ma nonostante tutti gli sforzi anche oggi abbiamo dovuto alzare le mani e prendere atto che la partita che stiamo giocando non è solo nostra. Preparate per tempo le valige perché le cose da fare erano tante, ci siamo subito diretti dal notaio per ufficializzare la richiesta di passaporto e poi nuovamente all'ufficio famoso dove regolare la registrazione di Tatiana,tamponando l'errore commesso molti mesi fa dall'istituto. Tutto in ordine, documenti richiesti in mano, fotocopiati, bollati, incartati...ma oggi no...serve anche una dichiarazione della direttrice. Ok, si tornai in istituto, si prepara, si firma e si riparte...passa un'altra ora, il documento viene timbrato ma poi...meglio cambiare una frase, tornate alle 14:00 siamo chiusi ma se bussate vi apriamo. Dichiarazione corretta, riletta, firmata, ore 14:00 la nostra referente entra assieme alla giurista dell'istituto e dopo un'ora e quaranta minuti ne escono con...un'altra richiesta: quella relazione non serve bisogna ritirare un documento domani alle ore 10:00 all'ufficio passaporti della città natale di Tatiana! Partenza da casa ore 8:30 rientro ore 17:00 con un nulla di fatto, una giornata passate in macchina e una bimba che oggi abbiamo visto solo per 3 minuti giusto il tempo di dirle che eravamo in giro per i documenti e che la saremmo passata a prendere domani per giocare insieme anche se non sa che il papà non ci sarà. Si domani giocherò da titolare in ufficio ritirando il famoso documento assieme al nostro tassista e poi cercando, assieme alla giurista dell'istituto, di ottenere la famosa registrazione visto che la nostra referente ha dovuto giustamente raggiungere un'altra coppia per sbrigare le solite pratiche post sentenza e non tornerà da noi prima di Mercoledì o Giovedì. Quello che stiamo provando è difficile da spiegare, ci sentiamo dei burattini in mano a burocrati che non sapendo come uscire da questo errore di mancata registrazione ci stanno rimbalzando da un posto all'altro fino a che non si trovi qualcuno che si prenda la briga di giustificare questa situazione paradossale di una bimba che ha già due genitori Italiani che però non possono ad arrivare all'ufficio passaporti perché non riescono ad uscire dalla città di residenza a causa della mancata iscrizione al registro quando è stata trasferita nel Novembre 2011!!! Sappiamo di essere quasi in fondo ma questo quasi è un macigno enorme che a volte sembra soffocarci. Noi siamo genitori ufficialmente dal 22/01 ma ad oggi non sappiamo quando riusciremo a partire per iniziare la nostra vita insieme. A volte il più bel posto del mondo può sembrare una prigione e noi vi garantiamo che Krivoy Rog in questo momento la vediamo con tante sbarre e non si tratta nemmeno di un gran posto. Domani speriamo di rialzarci con qualche energia in più perché sappiamo che Tatiana si merita il meglio e perché se ci giriamo anche noi siamo in grado di vedere quanta strada abbiamo fatto prima di scollinare ma ragazzi pregate per noi perché ne abbiamo veramente bisogno.

domenica 27 gennaio 2013

Valigie

Le abbiamo fatte per l'ennesima volta, cambiando ancora la distribuzione delle cose, chiedendoci se ce la faremo a portare sia loro che Tania. Speriamo che non sia per niente, e che domani riusciamo a chiudere i documenti e a fare che Krivoy Rog diventi un posto da ricordare con un briciolo di nostalgia - sono convinta che sarà così, appena potremmo mettere un po' di spazio e un po' di tempo fra lui e noi. La giornata con la piccola è andata bene. Ci stiamo prendendo le misure, lei a noi e noi a lei, e ci vorrà ancora un bel po' di tempo per finire, se mai finiremo. Certo è che giochiamo e parliamo tanto, anche con Skipe perché, come ha notato Fabio, la piccola è proprio brava a rimanere in video ascoltando parole di cui capisce davvero poco. Oggi, oltre al solito bagnetto, altalena, costruzioni, ci siamo cimentati in una sessione intensa di balletti e accompagnamento musicale di canzoni, proprio divertente... forse meno per chi ci abita sotto, ma ormai :-)

sabato 26 gennaio 2013

Istantanee

Ho paura che fra un po' di tempo non ricorderemo più quanto sono stati belli e speciali questi primi giorni con la piccola "part time", ma comunque con noi fuori dalle mura dell'istituto. Tipo, ciò che sognavamo da mesi... Vederla entrare in casa di corsa e andare subito in sala a vedere se ci sono ancora i suoi giochi, sentirla dire: C'è Federica (la bambola). C'è il video di Masha! Ci sono le costruzioni! Anche quando l'andiamo a prendere ci chiede dove sono le sue cose, se sono ancora a casa. Vederla prendere la tuta nel suo cassetto, e cercare il suo pigiama sotto al cuscino. Sentirle dire: Questo è il mio pigiama, questo quello del papà, questo della mamma. Papà dorme qui, la mamma qui. Ieri io ho dormito qui. Vedere il suo spazzolino rosa vicino ai nostri e vederla correre da me in cucina col mio spazzolino, chiamando anche me a lavare i denti. Vederla mettere i cubetti di mozzarella sulla pizza mangiandone la metà, e spargere la salsa di pomodoro col cucchiaino che dopo lecca, "per pulirlo"... anche se poi deve ancora metterne di salsa! Sentirla che a letto ti accarezza i capelli (anche se dovrebbe dormire), e che parla a voce bassa "perché il papà dorme". Farle il solletico ai piedi, sempre a letto. Approfittare di quando la aiutiamo a vestirsi per strapazzarla un po'. Sentire i capelli che profumano dello shampoo che le hai messo tu. Vederla cantare Mi scappa la pipì in videochiamata insieme al cuginetto. In macchina, al ritorno, sentire che si è abbandonata più del solito fra le mie braccia, chiedere a Fabio e vedere che si è addormentata. Sentirla dire dopo, ridacchiando fra sé: Mi sono addormentata in macchina!