Ovvero: "Abbiamo telefonato, e telefonato, e telefonato...".
Infatti avevamo deciso di chiamare per sapere se Tania era tornata in istituto. Ieri pomeriggio, dopo qualche chiamata senza risposta, pareva stesse andando tutto liscio: chi ha risposto al telefono non mi ha neanche lasciato chiedere se Tania era in ospedale, ma è andato subito a chiamarla. Peccato che della sua voce sentiamo solo: "Pronto mamma...", poi il nulla. Aspettiamo in linea, ma niente, poi chiamiamo 1, 2, 3, 4 volte... sempre occupato. Alla fine rispondono e...: "Tania è già andata via". Ci accordiamo per richiamare oggi, "mattina, pomeriggio, quando volete, con comodo", dice la gentilissima signora.
Il problema è che, stamattina, l'unica cosa o quasi che la tizia che risponde sente di noi è il Pronto, per il resto ci dice più volte: Non si sente niente, il telefono funziona male.
E aspettiamo il pomeriggio, provando anche a cambiare telefono (ma il risultato non cambia). Alle prime 5 chiamate non risponde nessuno (ma non siamo certi che suoni il telefono, possibile che non si riesca nemmeno a prendere la linea). Quando ormai la speranza scarseggia, eccola! Ci rispondono, sentono quello che diciamo, e ci vanno a chiamare la piccola!
Che emozione sentirla... la linea non funziona bene uguale, e a tratti non ci sentiamo, ma riusciamo a dirci l'essenziale... Come stai? Io bene e tu? Ti vogliamo bene! Vi voglio bene! Ci manchi tanto, siamo contenti di sentirti, tu sei contenta? E lei: Sì! Le abbiamo detto che l'abbiamo tanto cercata (ma credo che questa parte sia coincisa con un disturbo della linea, non si sentiva nulla). Hai mangiato, brava, cosa fai, Gioco! Pakà pakà, e va.
La tata ci parla un momento anche lei, ci dice che il telefono si sentiva male (è molto gentile), ci dice che là il tempo è bello, che Tania sta abbastanza bene, che è vsio chrasciò (tutto bene).
Noi riattacchiamo, e ci guardiamo, quasi con le lacrime agli occhi. E' lei, sta bene. Quanto ci manca.
domenica 28 ottobre 2012
lunedì 22 ottobre 2012
56 weeks gone...
4 to go.
Ovvero: Fabio aveva calcolato, lo scorso settembre, che 60 settimane ci separavano dal compleanno di Tania, e oggi ne mancano 4.
Che dire... si festeggia? Mica tanto... abbiamo una gran paura invece. Tania è: tornata in istituto, poi tornata in ospedale per un'infezione polmonare virale. Così pare perché... dall'ultimo post, non abbiamo più potuto sentirla, e neanche vederla ovviamente. Decisioni prese dall'alto.
E non sarebbe neanche la prima volta che rimaniamo fregati quasi sulla linea di traguardo. Ecco perché, qui, non si festeggia mica tanto.
Ovvero: Fabio aveva calcolato, lo scorso settembre, che 60 settimane ci separavano dal compleanno di Tania, e oggi ne mancano 4.
Che dire... si festeggia? Mica tanto... abbiamo una gran paura invece. Tania è: tornata in istituto, poi tornata in ospedale per un'infezione polmonare virale. Così pare perché... dall'ultimo post, non abbiamo più potuto sentirla, e neanche vederla ovviamente. Decisioni prese dall'alto.
E non sarebbe neanche la prima volta che rimaniamo fregati quasi sulla linea di traguardo. Ecco perché, qui, non si festeggia mica tanto.
domenica 23 settembre 2012
Anniversari
Mi è venuto in mente di leggere cosa stavamo facendo l'anno scorso, in questi giorni.
Ieri ci avevano detto che non avremmo potuto adottare Tania. Oggi, decidevamo di continuare a lottare, accettando anche la possibilità di aspettare più di un anno.
Adesso, l'anno è quasi passato. Sono successe tante cose, e l'ente ci "consiglia" di pensare che tantissime possono ancora capitare. In fondo, al 22 novembre mancano 2 mesi... la volta scorsa è bastato meno tempo a incasinarci la vita.
Una cosa è certa: un anno fa abbiamo deciso di andare avanti, e così abbiamo fatto. Non ci sentiamo eroi... abbiamo preso solo l'unica decisione possibile, per noi ma soprattutto per Tania. Lei, da parte sua, è stata eroica sul serio. La nostra piccola guerriera.
Ieri ci avevano detto che non avremmo potuto adottare Tania. Oggi, decidevamo di continuare a lottare, accettando anche la possibilità di aspettare più di un anno.
Adesso, l'anno è quasi passato. Sono successe tante cose, e l'ente ci "consiglia" di pensare che tantissime possono ancora capitare. In fondo, al 22 novembre mancano 2 mesi... la volta scorsa è bastato meno tempo a incasinarci la vita.
Una cosa è certa: un anno fa abbiamo deciso di andare avanti, e così abbiamo fatto. Non ci sentiamo eroi... abbiamo preso solo l'unica decisione possibile, per noi ma soprattutto per Tania. Lei, da parte sua, è stata eroica sul serio. La nostra piccola guerriera.
Gdie mama? Gdie papa? Gdie Tania?
Ovvero: dov'è la mamma? Dov'è il papà? Dov'è Tania?
In breve, dove siamo finiti?
Abbastanza semplice a dirsi. La mamma e il papà sono a casa, lavorano (per comprare caramelle alla piccola, pare), hanno finito di preparare i documenti che li fanno tornare al punto 0, quello di quando questo blog è iniziato (beh... circa: con una bionda in più, rispetto ad allora), notano che ieri mancavano 2 mesi al compleanno della suddetta bionda, e soprattutto... telefonano una volta alla settimana in Ucraina. Sempre con una certa fatica, siccome la voce va e viene, e questo non aiuta una comprensione comunque molto precaria della lingua russa parlata da una quasi cinquenne. Fra l'altro, si scervellano abbastanza a inventarsi nuovi argomenti di conversazione, visto che Tania adesso si annoia a sentire sempre le stesse domande (e la capisco: Come stai? Hai mangiato? Hai dormito?). E quindi, via libera a tre filoni: quello dei regali che le stiamo comprando (pare che la bambola la voglia... verde! Ed ha apprezzato la valigetta del dottore comprata dalla nonna), quello della salute di noi genitori (colpiti da misteriosi mali al pancino, argomento che la appassiona), ma soprattutto quello delle avventure del cuginetto. Rigorosamente inventate, siccome occorre che riguardino cose che conosce e può capire - e la piccola ha un'esperienza del mondo così limitata, che a pensarci fa molta tristezza. Quindi, anche Luca affronta cadute che lo fanno molto piangere per una sbucciatura alla gamba, cicli di iniezioni che lo fanno parimenti disperare, ma ha anche iniziato la scuola, e sta imparando a leggere e a scrivere. A Tania interessa, o almeno pare, soprattutto se dall'alto della sua saggezza spiega che lei invece non piange mai, quando cade.
A proposito della prima domanda... e Tania, dov'è? A sentire il primario, dovrebbe essere tornata nel suo istituto 3 settimane fa. Ieri, stante il telefono, era invece ancora in ospedale, quindi: adesso è ancora lì, non sappiamo per quanto. I suoi documenti, in prossimità del compleanno, dovrebbero essere mandati a Kiev, permettendole di tornare nel circuito dell'adozione internazionale ed essere adottata da noi. Quando avverrà questo passaggio? E noi, quando saremo chiamati a Kiev? Capite bene che, se la dovevano trasferire 3 settimane fa, ed è ancora lì... i tempi diventano parecchio nebulosi, e noi non possiamo far altro che fidarci: l'ente ci ha assicurato che l'impegno per realizzare il difficile incastro (noi al DAP assieme ai documenti di Tania, in modo che possiamo chiedere di adottarla) è massimo.
Oggi fra l'altro è stata una giornata speciale. Per la prima volta da quando l'abbiamo scelto come ente (nel 2010), siamo stati alla festa di SOS Bambino. Avevamo detto che non saremmo mai andati senza la piccola, ma a dirla tutta avevamo voglia di vedere Paola, Matteo e Vladimir, più altri nuovi amici che avrebbero partecipato.
Il dubbio di come sarebbe stato, essere lì senza di lei, c'era, ma l'affetto dei nostri compagni di viaggio ha compiuto la magia, facendoci trascorrere una bella giornata. E' sempre d'aiuto parlare con chi ha vissuto esperienze simili: ci si capisce al volo anche se le storie sono diverse. E fanno tutti il tifo per Tania... il piccolo Serghey ci ha anche voluto regalare un portafortuna, un braccialetto con i colori dell'Italia che le porteremo senz'altro. Insomma, ci ha fatto bene vedere tutti questi piccoli cosacchi, ma non solo: colombiani, messicani, russi... sgambettare in giro,dagli 0 ai 18 anni e più. Ci hanno fatto vedere, una volta di più, quanto speciali, ma al tempo stesso normali, sono queste famiglie; che miracoli fa l'amore; quanto sia possibile, fra genitori e figli, cercarsi, trovarsi, anche quando li separano migliaia di chilometri.
In breve, dove siamo finiti?
Abbastanza semplice a dirsi. La mamma e il papà sono a casa, lavorano (per comprare caramelle alla piccola, pare), hanno finito di preparare i documenti che li fanno tornare al punto 0, quello di quando questo blog è iniziato (beh... circa: con una bionda in più, rispetto ad allora), notano che ieri mancavano 2 mesi al compleanno della suddetta bionda, e soprattutto... telefonano una volta alla settimana in Ucraina. Sempre con una certa fatica, siccome la voce va e viene, e questo non aiuta una comprensione comunque molto precaria della lingua russa parlata da una quasi cinquenne. Fra l'altro, si scervellano abbastanza a inventarsi nuovi argomenti di conversazione, visto che Tania adesso si annoia a sentire sempre le stesse domande (e la capisco: Come stai? Hai mangiato? Hai dormito?). E quindi, via libera a tre filoni: quello dei regali che le stiamo comprando (pare che la bambola la voglia... verde! Ed ha apprezzato la valigetta del dottore comprata dalla nonna), quello della salute di noi genitori (colpiti da misteriosi mali al pancino, argomento che la appassiona), ma soprattutto quello delle avventure del cuginetto. Rigorosamente inventate, siccome occorre che riguardino cose che conosce e può capire - e la piccola ha un'esperienza del mondo così limitata, che a pensarci fa molta tristezza. Quindi, anche Luca affronta cadute che lo fanno molto piangere per una sbucciatura alla gamba, cicli di iniezioni che lo fanno parimenti disperare, ma ha anche iniziato la scuola, e sta imparando a leggere e a scrivere. A Tania interessa, o almeno pare, soprattutto se dall'alto della sua saggezza spiega che lei invece non piange mai, quando cade.
A proposito della prima domanda... e Tania, dov'è? A sentire il primario, dovrebbe essere tornata nel suo istituto 3 settimane fa. Ieri, stante il telefono, era invece ancora in ospedale, quindi: adesso è ancora lì, non sappiamo per quanto. I suoi documenti, in prossimità del compleanno, dovrebbero essere mandati a Kiev, permettendole di tornare nel circuito dell'adozione internazionale ed essere adottata da noi. Quando avverrà questo passaggio? E noi, quando saremo chiamati a Kiev? Capite bene che, se la dovevano trasferire 3 settimane fa, ed è ancora lì... i tempi diventano parecchio nebulosi, e noi non possiamo far altro che fidarci: l'ente ci ha assicurato che l'impegno per realizzare il difficile incastro (noi al DAP assieme ai documenti di Tania, in modo che possiamo chiedere di adottarla) è massimo.
Oggi fra l'altro è stata una giornata speciale. Per la prima volta da quando l'abbiamo scelto come ente (nel 2010), siamo stati alla festa di SOS Bambino. Avevamo detto che non saremmo mai andati senza la piccola, ma a dirla tutta avevamo voglia di vedere Paola, Matteo e Vladimir, più altri nuovi amici che avrebbero partecipato.
Il dubbio di come sarebbe stato, essere lì senza di lei, c'era, ma l'affetto dei nostri compagni di viaggio ha compiuto la magia, facendoci trascorrere una bella giornata. E' sempre d'aiuto parlare con chi ha vissuto esperienze simili: ci si capisce al volo anche se le storie sono diverse. E fanno tutti il tifo per Tania... il piccolo Serghey ci ha anche voluto regalare un portafortuna, un braccialetto con i colori dell'Italia che le porteremo senz'altro. Insomma, ci ha fatto bene vedere tutti questi piccoli cosacchi, ma non solo: colombiani, messicani, russi... sgambettare in giro,dagli 0 ai 18 anni e più. Ci hanno fatto vedere, una volta di più, quanto speciali, ma al tempo stesso normali, sono queste famiglie; che miracoli fa l'amore; quanto sia possibile, fra genitori e figli, cercarsi, trovarsi, anche quando li separano migliaia di chilometri.
lunedì 13 agosto 2012
Pokà pokà
E' il saluto in russo di quando qualcuno se ne va. L'ha detto con il suo bel sorriso, salutandoci con la manina, senza aggiungere il solito "A domani", perché ha capito che la mamma e il papà domani non verranno.
Oggi è stata una giornata un po' diversa: stamattina era giorno di visite, e fra l'affannarsi di medici e infermiere, ci hanno dato delle soprascarpe di plastica e ci hanno vietato di salire in reparto. Tania quindi è andata in bagno da sola :-( e ci siamo dovuti ingegnare a tenerla nella stanzetta della nostra primissima visita, che non la entusiasma. Ma fra una telefonata a Luca (ebbene sì, si sono sentiti - anche se non molto capiti!) e un nascondino, che le piace molto ma non avevamo mai fatto, ci siamo riusciti.
Pomeriggio invece in atmosfera più rilassata: noi 3 con Christina e Sasha in corridoio, giochi con Didò e costruzioni, e la piccola che ha spezzato Fabio fra vola-vola, altalena fra le braccia, samaliot (l'aeroplano). Le ragazze, davvero gentili e simpatiche, ci hanno dato il numero di cellulare e ci siamo sentite subito, dal taxi. Sappiamo che possiamo chiamarle per salutare la piccola, e che daranno a Tania un occhio particolare.
Il momento dei saluti è stato come al solito. Abbiamo spiegato alla bionda che domani non ci vedremo, che dobbiamo tornare a casa a lavorare, che dobbiamo preparare la sua cameretta; lei ha annuito, e dopo averci abbracciati e baciati ci ha chiesto di poter portare su con lei alcuni giochi: il bambolotto, una pallina e la bottiglia d'acqua. Si è avviata su per le scale e ci ha salutati con la solita carica, che deve fare forza anche a noi.
Concludiamo con qualche numero:
7, il numero di questo viaggio in Ucraina.
4, le ore passate ogni giorno con la piccola, un record o quasi
4, le volte in media che è andata in bagno per ogni visita, per un totale, approssimativo, di 44 pipì
2, le cacche a cui ho presenziato
innumerevoli, i chicchi d'uva che si è sbafata (l'adora)
2 e mezzo, i litri di succo che ha bevuto
parecchie, le volte che ci ha stupito con domande o gesti
2340, i km via strada che ci separano da casa (che non c'entra nulla, ma l'ha appena detto Fabio)
1, la volta in cui è caduta (non a noi) facendosi un bernoccolo
0, le volte in cui ha avuto attacchi di pianto incomprensibili e infiniti. A questo ci teniamo molto: non era MAI successo, e siccome la sua prima diagnosi era proprio "isterica"... non possiamo che esserne contenti.
Oggi è stata una giornata un po' diversa: stamattina era giorno di visite, e fra l'affannarsi di medici e infermiere, ci hanno dato delle soprascarpe di plastica e ci hanno vietato di salire in reparto. Tania quindi è andata in bagno da sola :-( e ci siamo dovuti ingegnare a tenerla nella stanzetta della nostra primissima visita, che non la entusiasma. Ma fra una telefonata a Luca (ebbene sì, si sono sentiti - anche se non molto capiti!) e un nascondino, che le piace molto ma non avevamo mai fatto, ci siamo riusciti.
Pomeriggio invece in atmosfera più rilassata: noi 3 con Christina e Sasha in corridoio, giochi con Didò e costruzioni, e la piccola che ha spezzato Fabio fra vola-vola, altalena fra le braccia, samaliot (l'aeroplano). Le ragazze, davvero gentili e simpatiche, ci hanno dato il numero di cellulare e ci siamo sentite subito, dal taxi. Sappiamo che possiamo chiamarle per salutare la piccola, e che daranno a Tania un occhio particolare.
Il momento dei saluti è stato come al solito. Abbiamo spiegato alla bionda che domani non ci vedremo, che dobbiamo tornare a casa a lavorare, che dobbiamo preparare la sua cameretta; lei ha annuito, e dopo averci abbracciati e baciati ci ha chiesto di poter portare su con lei alcuni giochi: il bambolotto, una pallina e la bottiglia d'acqua. Si è avviata su per le scale e ci ha salutati con la solita carica, che deve fare forza anche a noi.
Concludiamo con qualche numero:
7, il numero di questo viaggio in Ucraina.
4, le ore passate ogni giorno con la piccola, un record o quasi
4, le volte in media che è andata in bagno per ogni visita, per un totale, approssimativo, di 44 pipì
2, le cacche a cui ho presenziato
innumerevoli, i chicchi d'uva che si è sbafata (l'adora)
2 e mezzo, i litri di succo che ha bevuto
parecchie, le volte che ci ha stupito con domande o gesti
2340, i km via strada che ci separano da casa (che non c'entra nulla, ma l'ha appena detto Fabio)
1, la volta in cui è caduta (non a noi) facendosi un bernoccolo
0, le volte in cui ha avuto attacchi di pianto incomprensibili e infiniti. A questo ci teniamo molto: non era MAI successo, e siccome la sua prima diagnosi era proprio "isterica"... non possiamo che esserne contenti.
domenica 12 agosto 2012
Dov'è il bimbo?
Mattinata tranquilla con la piccola, a giocare solo noi tre. A parte i soliti viaggetti in bagno (ormai credo che abbia capito cosa significa quando le diciamo: Sicura?, quando dice che la pipì o la cacca, perché risponde, sorridendo, "Da" - e poi ne fa un ml, mica di più), si è ingegnata a tagliarci le unghie delle mani con delle forbicine finte (era impegnatissima!) e ci ha fatto vedere che ha imparato ad arrampicarsi su per una scala di metallo e poi appendersi a una sbarra orizzontale, lì a fianco. Dopo un po' si molla e finisce col sedere per terra :-)
Molto provato il papà, che si è beccato 3 vola-vola di seguito, ma come si fa, quando ti guarda dicendo: "Isciò volla vollla, papa" (Ancora vola-vola, papà), a resistere? Come non resiste la mamma, quando salendo le scale lei si appallottola in braccio, incastrando il mento fra la mia testa e il mio collo, a non fulminare con gli occhi chiunque brontola per il presunto nostro viziare la pupa.
Pomeriggio più agitato invece... Tania era un po' elettrica, come, abbiamo verificato, gli altri bambini - su in reparto c'era una confusione della malora. Io provo a dirle di non urlare, ma ho partita persa: lì urlano tutti, come aquile, soprattutto le infermiere, da un capo all'altro del corridoio.
Comunque, fra una puntata al bagno e l'altra, ci sono stati almeno due momenti notevoli. Il primo quando abbiamo guardato un filmato che ci è stato mandato appositamente dal cuginetto, Luca, dove lui la saluta, le dice che la aspetta a Portile, le manda un abbraccio e, prima di salire in bici, le dice Buonanotte in russo :-)
A Tania è piaciuto tanto (glielo abbiamo tradotto), l'ha visto prima 2 volte, poi a distanza di un po' ha chiesto dove fosse "il bambino", e l'ha voluto rivedere. Carini tutti e due i bimbi, speriamo che si incontrino davvero...
Il secondo è stato la telefonata alla nonna, chiesta da lei stessa ("Dov'è la nonna? Le possiamo telefonare?"). Ha chiacchierato come al solito, spiegando fra l'altro alla nonna che fra poco sarebbe andata a mangiare :-)
E quando è caduta la linea (finito il credito) ha detto: La sentivo proprio nell'orecchio!
Insomma... domani è l'ultimo giorno e siamo contenti di tornare a casa: non lo nascondiamo, questa vita fra visite in istituto e poco altro non è facilissima, e chi ci ha provato lo sa. Però soffriamo, della stessa identica misura, a lasciarla qui. Divisi a metà, insomma.
Molto provato il papà, che si è beccato 3 vola-vola di seguito, ma come si fa, quando ti guarda dicendo: "Isciò volla vollla, papa" (Ancora vola-vola, papà), a resistere? Come non resiste la mamma, quando salendo le scale lei si appallottola in braccio, incastrando il mento fra la mia testa e il mio collo, a non fulminare con gli occhi chiunque brontola per il presunto nostro viziare la pupa.
Pomeriggio più agitato invece... Tania era un po' elettrica, come, abbiamo verificato, gli altri bambini - su in reparto c'era una confusione della malora. Io provo a dirle di non urlare, ma ho partita persa: lì urlano tutti, come aquile, soprattutto le infermiere, da un capo all'altro del corridoio.
Comunque, fra una puntata al bagno e l'altra, ci sono stati almeno due momenti notevoli. Il primo quando abbiamo guardato un filmato che ci è stato mandato appositamente dal cuginetto, Luca, dove lui la saluta, le dice che la aspetta a Portile, le manda un abbraccio e, prima di salire in bici, le dice Buonanotte in russo :-)
A Tania è piaciuto tanto (glielo abbiamo tradotto), l'ha visto prima 2 volte, poi a distanza di un po' ha chiesto dove fosse "il bambino", e l'ha voluto rivedere. Carini tutti e due i bimbi, speriamo che si incontrino davvero...
Il secondo è stato la telefonata alla nonna, chiesta da lei stessa ("Dov'è la nonna? Le possiamo telefonare?"). Ha chiacchierato come al solito, spiegando fra l'altro alla nonna che fra poco sarebbe andata a mangiare :-)
E quando è caduta la linea (finito il credito) ha detto: La sentivo proprio nell'orecchio!
Insomma... domani è l'ultimo giorno e siamo contenti di tornare a casa: non lo nascondiamo, questa vita fra visite in istituto e poco altro non è facilissima, e chi ci ha provato lo sa. Però soffriamo, della stessa identica misura, a lasciarla qui. Divisi a metà, insomma.
sabato 11 agosto 2012
Non avere paura, mamma
Abbiamo iniziato a chiedere a Tania, di tanto in tanto, se ha paura: quando la facciamo volare in alto, quando la spingiamo veloce sul monopattino. e la risposta è sempre: Niet, no.
Oggi le stavo tenendo la mano, mentre lei camminava in equilibrio su una panchina un po' alta che corre tutto attorno a una tettoia. Un ragazzo ha tirato il pallone sul tetto di lamiera, facendo una gran botto che mi ha fatto sobbalzare. Mettendomi la mano sul cuore, ho detto a Tania (sempre in russo, eh!): Che paura! Lei, guardandomi con un sorriso, mi fa: "Non avere paura, mamma". Ho rischiato di morire lì, sul posto. Se me lo dice lei! ;-)
Ma questa non è la sola cosa interessante che ha detto Tania oggi. Infatti adesso parla, racconta, segue i discorsi, ascolta quello che dici con attenzione. Il cambiamento dallo scorso anno ci colpisce e ci affascina: adesso davvero si possono fare discorsi, raccontare cose, e quando l'ostacolo della lingua sarà superato, andrà ancora meglio.
Ecco alcune delle perle di oggi:
- in bagno, sul vasino (te pareva). Io accucciata di fronte a lei. Entra una bambina minuscola, Sasha (Sashinka, per distinguerla dalla Sasha grande) e mi viene vicina, mi accarezza un braccio, insomma chiede attenzioni. Tania la guarda, si alza in piedi nuda nata e mi abbraccia, urlando: E' la MIA mamma!
- sulla panchina nel corridoio, con la siringa del Didò riesce a fare uscire uno strano cilindro verde dalla forma un po' ambigua. Infatti Sasha, che è lì a giocare con noi e Masha, dice: Ma sembrano cacche! Mi aspetto che Tania ridacchi come fanno i bimbi quando si parla di cacca, e invece tutta seria fa: No, non è cacca, è verde!
- Lungo la scala. Prima l'ho tenuta sulla spalla, con la testa indietro, dicendo che era la mia grande carota e ci avrei fatto il borsc (ebbene sì, lunghi soggiorni in Ucraina causano anche questi effetti), poi però l'ho presa in braccia normalmente e lei, senza dire niente, mi ha stretto forte le braccine intorno al collo.
- sempre in bagno, sempre sul vasino, mi tocca il petto e mi chiede: Queste cosa sono? ;-)
- Al momento dei saluti, stringe forte il papà e, senza che le chiediamo niente, gli dice: Ti voglio bene.
Queste sono alcune cose che vorremmo non dimenticare. Il resto sono giochi, risate, qualche discussione sul numero delle caramelle che si possono mangiare, corse, salti, pappe, coccole alle bambole (mi fa morire quando le sbaciucchia... e dopo 30 secondi via di sberle). Oggi, sia mattina che pomeriggio, con Sasha e Masha, ma anche Christina, 15 anni. Sono proprio di buona compagnia.
PS1 oggi, ora di pranzo, gita a piedi lungo il Dniepr, verso l'isola su cui c'è anche la spiaggia. Bene, avremo visto, quante... 20 coppie di sposi? Mica una comitiva, spose e sposi che si facevano foto e filmini sul lungofiume. Ma tantissimi, ovunque! Per esempio: voi nella foto quante spose vedete?
PS2 Stamattina i bambini non sono in giardino come al solito. Ci apre la porta un paziente, io salgo le scale, ma nel corridoio... nessuno. Arrivo alla sala tv, dentro ci sono i bambini... DA SOLI! Davvero, non c'era un adulto in vista, da nessuna parte. Finalmente, salgono le scale chiacchierando due infermiere, a cui chiediamo se possiamo portare fuori Tania. Quando arriva Masha, le chiedo come mai i bimbi non escono oggi, e lei dice: Non c'è la maestra. Bene, da mattina a sera a urlare in sala tv... poveri :-(
Oggi le stavo tenendo la mano, mentre lei camminava in equilibrio su una panchina un po' alta che corre tutto attorno a una tettoia. Un ragazzo ha tirato il pallone sul tetto di lamiera, facendo una gran botto che mi ha fatto sobbalzare. Mettendomi la mano sul cuore, ho detto a Tania (sempre in russo, eh!): Che paura! Lei, guardandomi con un sorriso, mi fa: "Non avere paura, mamma". Ho rischiato di morire lì, sul posto. Se me lo dice lei! ;-)
Ma questa non è la sola cosa interessante che ha detto Tania oggi. Infatti adesso parla, racconta, segue i discorsi, ascolta quello che dici con attenzione. Il cambiamento dallo scorso anno ci colpisce e ci affascina: adesso davvero si possono fare discorsi, raccontare cose, e quando l'ostacolo della lingua sarà superato, andrà ancora meglio.
Ecco alcune delle perle di oggi:
- in bagno, sul vasino (te pareva). Io accucciata di fronte a lei. Entra una bambina minuscola, Sasha (Sashinka, per distinguerla dalla Sasha grande) e mi viene vicina, mi accarezza un braccio, insomma chiede attenzioni. Tania la guarda, si alza in piedi nuda nata e mi abbraccia, urlando: E' la MIA mamma!
- sulla panchina nel corridoio, con la siringa del Didò riesce a fare uscire uno strano cilindro verde dalla forma un po' ambigua. Infatti Sasha, che è lì a giocare con noi e Masha, dice: Ma sembrano cacche! Mi aspetto che Tania ridacchi come fanno i bimbi quando si parla di cacca, e invece tutta seria fa: No, non è cacca, è verde!
- Lungo la scala. Prima l'ho tenuta sulla spalla, con la testa indietro, dicendo che era la mia grande carota e ci avrei fatto il borsc (ebbene sì, lunghi soggiorni in Ucraina causano anche questi effetti), poi però l'ho presa in braccia normalmente e lei, senza dire niente, mi ha stretto forte le braccine intorno al collo.
- sempre in bagno, sempre sul vasino, mi tocca il petto e mi chiede: Queste cosa sono? ;-)
- Al momento dei saluti, stringe forte il papà e, senza che le chiediamo niente, gli dice: Ti voglio bene.
Queste sono alcune cose che vorremmo non dimenticare. Il resto sono giochi, risate, qualche discussione sul numero delle caramelle che si possono mangiare, corse, salti, pappe, coccole alle bambole (mi fa morire quando le sbaciucchia... e dopo 30 secondi via di sberle). Oggi, sia mattina che pomeriggio, con Sasha e Masha, ma anche Christina, 15 anni. Sono proprio di buona compagnia.
PS1 oggi, ora di pranzo, gita a piedi lungo il Dniepr, verso l'isola su cui c'è anche la spiaggia. Bene, avremo visto, quante... 20 coppie di sposi? Mica una comitiva, spose e sposi che si facevano foto e filmini sul lungofiume. Ma tantissimi, ovunque! Per esempio: voi nella foto quante spose vedete?
PS2 Stamattina i bambini non sono in giardino come al solito. Ci apre la porta un paziente, io salgo le scale, ma nel corridoio... nessuno. Arrivo alla sala tv, dentro ci sono i bambini... DA SOLI! Davvero, non c'era un adulto in vista, da nessuna parte. Finalmente, salgono le scale chiacchierando due infermiere, a cui chiediamo se possiamo portare fuori Tania. Quando arriva Masha, le chiedo come mai i bimbi non escono oggi, e lei dice: Non c'è la maestra. Bene, da mattina a sera a urlare in sala tv... poveri :-(
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