lunedì 17 giugno 2013
Tatiana Eleonora
È il nome che abbiamo dato ieri alla nostra piccola cosacca. Durante una cerimonia breve, in cui lei ha comunque guardato l'orologio mille volte - perché gli zii gliel'avevano appena regalato, mica per altro! - e molto molto partecipata, Tania è stata battezzata. Difficile non commuoverei, dato che fra poco sono due anni da quando ci siamo incontrati, e che questo momento sa tanto di una bellissima tappa raggiunta insieme. "Solo" un anno fa eravamo appena tornati da un viaggio in Ucraina di una settimana, felici, per modo di dire, di averla trovata bene e che l'avremmo rivista ad agosto. Adesso... Che è con noi ogni giorno, fra le risate, le coccole e le rabbie, quel tempo ci sembra lontano, anche se ancora tanto vivo.
Ieri è stato un bellissimo momento di festa: con tanti amici e parenti, così tanti che come sempre in queste occasioni sembra di non aver avuto abbastanza tempo per tutti. Tania era felice, allegra, piena di energia - attivata già prima dall'incontro col bellissimo Vladimir, suo compatriota - e pronta davvero a fare "baracca". Entusiasta dei regali, della torta di Peppa Pig... a me è sembrata emozionata dall'applauso, a fine cerimonia, ma oggi mi ha detto che lei 'lo sapeva' che ci sarebbe (ogni tanto mi sembra di vivere col bambino di Shining!).
Poi, la raccolta di fondi per l'iniziativa Kiev 16 di SOS bambino... Non ci aspettavamo tanta generosità, dobbiamo ancora fare bene i conti ma si tratta di più di 1850 euro! Siccome uno dei nostri pensieri fissi, quando non sapevamo se c'è l'avremmo fatta, era che lei dovesse crescere per sempre in un istituto, il progetto ci sta ancora più a cuore. Abbiamo visto come sono gli istituti e solo l'immaginazione ci può far pensare a come sia uscire di lì senza nessuno e senza niente in mano... E siamo felici di poter aiutare questi ragazzi, grazie all'aiuto di tutti voi.
Lascio con l'immagine di Tania che libera, verso fine festa, un palloncino in cielo, guardandolo oltre via, tutta stupita e sorridente. Quella è proprio lei, la nostra piccola.
domenica 26 maggio 2013
La festa della scuola
Ebbene sì, è successa. Oggi. Un altro dei nostri sogni si è avverato: andare alla festa dell'asilo (a cui siamo stati da tre anni a questa parte, a vedere Luca, il nostro nipotino) per vedere nostra figlia. Che oggi è davvero stata brava: dopo un mese scarso di scuola (ha iniziato a maggio ad andare tutte le mattine) era lì che canticchiava, ballava, in mezzo agli altri, come se ci fosse sempre stata.
E in effetti è così che sembra anche a noi: che lei sia sempre stata qui in casa con noi, che ci segue ovunque, che fa domande e osservazioni continue (perché? cosa fai? perché fai così? funziona?) anche quando non dovrebbe, tipo mentre Fabio dice parolacce interiori cercando di caricare la piscina sulla macchina (e lei alla fine osserva: Ma papà, così non vedo!), o mentre la mamma cerca di far funzionare il lettore DVD. Il ricordo di come stessimo qualche mese fa mi provoca ancora brividi di freddo, e in quei momenti non posso fare altre che stringerla, o guardarla un po' commossa fare quello che sta facendo in quel momento, lavorare con delle monetine, tirarsi via i capelli dal viso o dormire con le dita in bocca, russando leggermente.
Dal'ultima volta che ho scritto, c'è stata la festa della mamma, con Tania che a scuola ha imparato una poesia. Sapevo che la stavano studiando, ma quando, il giorno in cui ha portato a casa il regalino, le ho chiesto se la sapeva, ha detto di no. Poi, a sorpresa, ho trovato, insieme al regalino, anche il testo: è bastato dirle le prime parole, che è partita, un po' incespicando, ma dicendola tutta. Io... ho pianto, non ne ho potuto fare a meno. Le ho detto che era perché ero tanto contenta, e lei ha capito perché alla sera, quando ha raccontato al papà che avevo pianto, lui le ha chiesto: "Ma era triste?". Lei: "No, contenta!".
La piccola parla sempre di più e sempre meglio. Inizia a raccontare i libri che leggiamo più spesso (Ninetta curiosa, un fumetto di Babbo Natale, la storia di un bimbo che ha paura del buio), e anche a riferire cose capitate a scuola (anche se non sono sempre del tutto aderenti alla realtà). In alcune parole, inizia ad assumere un leggero accento modenese che fa una gran tenerezza. Mentre, d'altra parte, si contano davvero sulle dita di una mano le parole russe che ancora pronuncia... e se provo a dirle io, mi guarda sconcertata o ride. Questo, insieme ad alcune piccole regressioni, come il vasino o il ciuccio, ci rassicurano gli esperti essere una tappa del tutto normale del nostro percorso, quindi siamo tranquilli.
E' cresciuta almeno di un cm e di un chilo, oltre che di due numeri di scarpe. E adesso... mangia! Ha iniziato a scuola, ovviamente e con nostra sorpresa ("A casa fa fatica? Ma se qui mangia per due!", con conseguente macerazione interiore della mamma-cuoca a casa), ma poi anche con noi è andata sempre meglio, e adesso i pasti un po' tesi in cui ti chiedevi se avrebbe mai mangiato altro oltre ai peperoni, e la minestra sembrava moltiplicarsi nel piatto, invece di calare, sono un ricordo. A tavola si chiacchiera, si ride, si sbrodola e ci si pulisce la bocca dove capita, si fa qualche accostamento azzardato quando si passa dalla cioccolata alla mortadella... ma si mangia, e si sta bene.
E... ci si prepara a una bella festa. Mettiamo l'invito qui sotto: chiaro che non potranno mica venire tutti i lettori del blog. Ma se qualcuno volesse... ditecelo pure. Virtualmente, vi vorremmo tutti.
giovedì 2 maggio 2013
Con Peppa Pig in sottofondo
Mi scuso quindi se farò qualche strafalcione, siccome la visione di Peppa normalmente richiede una certa dose di concentrazione :-)
Peppa Pig rimane nel cuore di Tania, che continua a guardarla con passione e, credo, capendo parecchie più cose che all'inizio; ma sono invece tantissime le cose che sono cambiate, sia in lei che in noi. Piano piano stiamo provando a diventare una famiglia, perché la confidenza, lo stare bene insieme davvero rilassati, è una cosa che viene col tempo - molto tempo - e noi siamo all'inizio. Certo è che la piccola appare sempre più a suo agio, sia a casa che in giro per il paese. Ci siamo resi conto, ripensando anche a come sono andate le cose fino a ora, che è una bambina molto attratta dalle novità, anche quando le fanno un po' di paura: la curiosità prevale, quindi è una gioia vederla alle prese con nuove esperienze. È emozionante sapere che tante cose che facciamo insieme sono la sua "prima volta", commovente la maggior parte delle volte.
Una di queste cose nuove è stata andare al mare. Siamo andati in giornata, senza Fabio purtroppo, che non poteva assentarsi dal lavoro, e che quindi si è perso lo spettacolo della piccola che vedeva per la prima volta la spiaggia e il mare. La sua prima domanda è stata: Dove sono i tubi?, siccome la sua piscina ne è provvista :-)
La sabbia l'ha amata dal primo momento: ci ha messo le mani, strusciato i piedi, si è coperta le gambe, ci si è rotolata con un piacere così evidente da essere contagioso. L'acqua subito le faceva un po' paura, ma dopo un poco, complice la bassa marea, si è lasciata andare: e anche lì, vederla correre lungo la riva, ridendo come una matta, schizzando ovunque con i piedi, mi ha fatto pensare che tutti i momenti di ansia che abbiamo passato non contano, se paragonati a questa gioia. Aggiungiamoci i giochi presenti ovunque in Riviera, e gli aquiloni del festival... Otteniamo una miscela esplosiva che l'ha resa felice per tutto il giorno. E alla sera, piangere perché "voleva il mare". Piccola...
C'è stata anche la prima volta della bici, sul seggiolino col papà. Caschetto, sciarpa leggera, e via, un po' delusa di non poter osservare tutto bene davanti, ma entusiasta di quel che abbiamo visto: lo scoiattolo, il fiume, il cavallo, i pesciolini. E poi il parco, il gelato, le corse. Sono così tante le cose da fare insieme e, se non si tratta di stare tutto il giorno a disegnare - cosa che al momento fa giusto per dovere - lei partecipa con gioia.
È un aspetto che ci piace tanto di lei: per niente scontato, avendo passato i primi anni di vita in istituto senza poter vedere praticamente nulla. C'era da aver paura di tante cose... Ma lei pare affrontarle, e amare le novità, dalla gita al semplice cambio delle lenzuola del letto.
Parla sempre meglio, con piccoli errori che troviamo adorabili: Vienghi invece di vieni, Tienghi invece di tieni, Io cadu invece di Cado, Faccio la docci, Non ci riescu, e i nomi delle dita della mano: Pollic, Indici, Medio, Nulare, Miniolo. Quando dice: "Mamma dammi la manina" sono sempre a rischio di pipì addosso. Come quando dice: Spetta, spetta. E alcune cose vorremmo non le perdesse mai, come le scarpe con i tacchi che chiama "scarpe tuc tuc", e che vorrebbe mettessi sempre, anche per andare a ginnastica o a vedere le mucche.
Ha iniziato ad andare alla scuola materna, tutte le mattine, fermandosi anche a pranzo: le piace, ci va con entusiasmo, anche se per adesso è ancora una novità, e farà in tempo a stancarsi!
Alcuni love is:
La domenica mattina, ascoltare un po' di musica a letto, ballando.
Vedere che ha chiamato una Barbie castana, appena regalata, "Lamamma", perché ha i capelli come me. Anche se è un po' un casino... non capisco mai se parla di me o di lei.
Il suo modo di chiedere Perché? di tutto. Un Love is che a volte sconfina nel volerle tappare la bocca con lo scotch carta.
Vederla che si rotola nell'erba.
E l'impegno con cui corre.
Come le si arricciano i capelli sulla nuca.
Vederla uscire dalla camera dove si è vestita da sola, con addosso tutto al suo posto ma sempre scamiciata, la canottiera fuori, una braga su e una giù.
Quando dice "Ah sì" a una cosa che sappiamo al 100% che invece non sa. "Tania sai cos'è X?". "Sììììì!". Dopo due secondi: "Cos'è papà?".
"Tania, hai la pipì?". "No. (un secondo) Sì, ce l'ha".
Quando con un sorriso complice dice: Mamma, pancione, Tania piccola, titta, latte!... manca qualche verbo ma il senso è chiaro, no?
lunedì 15 aprile 2013
Let the sunshine in
Finalmente ha smesso di piovere, e tutti quanti abbiamo sospirato di piacere all'idea di poter finalmente portare le giacche a vento in lavanderia. Io è Tania ci godiamo il bel tempo alla grande: lei vorrebbe sempre stare "na fuori", come dice, e fra parchetti e biciclette si diverte un sacco. Io dal canto mio penso alle giornate interminabili in istituto, nel grigio dell'inverno ucraino, e non posso che capirla; e non vedo l'ora di colorarla un po': sono ancora molto offesa della descrizione di chi l'ha visitata un mesetto fa in ospedale scrivendo: colorito pallido, occhi alonati. Oh, alonati a chi? Anche se capisco che aggettivi come 'splendida' o 'simpaticicissima' non sarebbero stati professionali alla fine.
Comunque, l'esperienza "genitori-figlia" procede. Tania inizia a passare, molto volentieri per il momento, qualche mattina all'asilo, rendendo la fantasia richiesta per organizzarle le giornate un po' meno impegnativa. Sta stringendo i primi legami di amicizia, e fra poco avrà anche il primo invito a una festa di compleanno (mi dicono sia un girone da cui non si esce),
L'apprendimento dell'italiano procede, e sinceramente sentirla dire "O mamma mia!" O "Aspetta un attimo" ci fa sganasciare. Si intende sempre meglio con tutti, anche se la grammatica è sempre molto creativa e il ricorso al russo ancora presente.
Abbiamo iniziato a fare alcune delle cose che avevamo sognato di fare con lei: a parte vederla nuotare, portarla a fare un giro in centro, portarla in bici sul seggiolino, o a quel parco giochi tanto carino che però avevamo sempre visto da soli. È bellissimo anche perché lei è sempre entusiasta, partecipe, curiosa. È vivace come una farfallina, non si ferma quasi mai ma, quando è in buona, ti strega, davvero. Dice "sì sì" con tono leggero e noi non capiamo più niente.
Ehi, non è che siamo genitori di marzapane, eh. Ci facciamo sentire, e a me a volte viene il dubbio di essere, a tratti, troppo severa. D'altro canto abbiamo verificato che, se le si fanno delle richieste, non eccessive chiaramente, ma di un certo impegno, lei poi si sforza per darci retta, con buoni risultati alla fine. Lei è soddisfatta, più tranquilla, come se la presenza di alcuni limiti la rassicurasse. Poi invece ci sono cose per cui prova, e riprova, e riprova a fare quello che non dovrebbe, e ci sbatte la capa, vediamo per quanto.
A me poi, quando non ho troppo i capelli dritti perché magari ha avuto una giornata no e sono arrivata a sera con gli occhi fuori dalle orbite, inteneriscono le piccole cose. Non so, un giochino trovato in un posto inaspettato. Sentire i discorsi che fa alle bambole. Vederla trafficare con qualcosa, tutta impegnata. Le sue mutandine minuscole nella roba da stendere. Vedere che alcuni vestitini iniziano a essere scoloriti e un po' provati... Era così triste vedere tutto nuovo, con le etichette attaccate, e chiedersi se avrebbe mai portato quelle cose.
Per dire, adesso sono in sala e sento che dalla camera, dove Fabio la sta addormentando, arrivano dei versi che non sono proprio quelli di una creatura in procinto di prendere sonno. Momenti come questi, soprattutto quando uno è stanco (Fabio del lavoro, io della giornata, magari) non inducono pensieri particolarmente poetici. Ma poi la vai a vedere, è là che dorme rannicchiata con le dita in bocca... E sei così felice che sia nel suo lettino.
venerdì 29 marzo 2013
Il blog NON è chiuso
E' solo diventato mamma da poco ;-)
Scherzi a parte, per coincidenza nel giro di pochi giorni in 3 mi hanno rivolto questa domanda. E la risposta è no, il blog non ha chiuso, anche se è più difficile aggiornarlo, soprattutto adesso che la scrittrice della famiglia è impegnata nella stesura di un articolo, una specie di Bignami della nostra avventura, per il giornalino di SOS Bambino, il nostro ente. Anzi, sono almeno due settimane che me lo dico, che devo aggiornare il blog :-)
Domani, se non erro, sono sette settimane che siamo a casa. Tania è sempre più a suo agio: se nella prima settimana ha preso confidenza con la sua camera e con la casa, adesso la vediamo passeggiare in paese salutando affabilmente le persone, rispondendo a "Come stai?", con un "Sto beeeene", con un e aperta che fa morire dal ridere.
Stando sempre insieme mi rendo conto che alcuni cambiamenti, che sono graduali, tendono a sfuggire. Inizia a fare una cosa sempre meno, ma me ne accorgo dopo un po', mi dico: Guarda, non fa più questo! Oppure: Lo fa molto meno!
Tipo, all'inizio e anche per un bel po' di tempo ci faceva male. Per coccolarci, eh, ma i baci erano dei colpi di mento che levavano la mandibola. Adesso, lo fa molto, ma molto di rado, da dei baci normali, al massimo sulle labbra, "alla russa", come diciamo noi. E non è che sia diventata delicata eh... i modi sono ancora da cesellare, ma almeno mi lascia meno lividi.
Ha cambiato tantissimo i gusti sul cibo, da quando non è più in istituto. Là amava gli jogurt, i biscotti, le banane. Le banane le mangiava anche nel sonno a momenti. Beh, adesso gli jogurt anche anche, insistendo, di biscotti ne avrà mangiati 5 da quando siamo in Italia, le banane non le vuole MAI. Ama il salato, rispetto al primo pranzo adesso è innamorata anche del formaggio grana (che mangia anche a merenda) e del prosciutto, anche se fragole e lamponi per adesso sono la sua passione assoluta.
Parla sempre di più in italiano e sempre meno in russo. E' buffa: in russo "dormomo" si dice "spliut"? Bene, lei adesso dice: Loro dormut. Bellissimo. Fra le parole più usate, per prima ha smesso di dire Niet, che è diventato No. Da è rimasto più a lungo, ma due domeniche fa è stato sostituito di botto dal Sì, e non si è più fatto sentire. Papa è diventato Papà senza che neanche ce ne accorgessimo, mamma è ancora mama, ma va benissimo lo stesso. Mette le k in posti strani: Gabri è Gabrik, e il cane Eddi, Eddik; Peppa Pig è Papik, ma mi piace troppo per correggerla. Da ignorantoni le insegniamo tutti i nomi femminili con l'articolo, quindi pensa che Emma si chiami Lemma.
In generale, sembra felice. Ovvio che ci sono le giornate e i momenti no, la noia (anche grazie a questa simpatica pioggia), i momenti di gnole o sciocchineria che, a dire il vero, riserva per lo più a noi genitori (ma se è segno di attaccamento, bene così), ma a chi non capitano? Inizia ad avere degli amici, oltre al cuginetto Luca che adora, anche se poi in sua presenza lo tratta un po' male. Le piace molto sia andare a cena dagli amici che avere ospiti a casa, quindi abbiamo messo da parte gli incontri "graduali" e siamo passati alla baracca, che tanto mostra di gradire senza particolari effetti collaterali eccetto la scemenza che colpisce tutto il gruppo di bambini a fine serata.
Ha già fatto la sua prima visita al pronto soccorso: taglio in mezzo alla fronte in seguito a una caduta di faccia sulla ghiaia, proprio sui piedi della mamma fra l'altro. Colla, cerotto e via, speriamo che non rimanga troppo la cicatrice.
Sarà anche stata abituata ai dottori... ma non è che le piacciano. Alle visite è brava ma sempre abbastanza tesa, ed è da capire visto che spesso per lei visita medica ha coinciso con ricovero in ospedale e un bel po' di punture.
Noi? Ci stiamo abituando ad essere genitori. Mi sembra sempre meno di avere in casa una sconosciuta bassa, e ci sentiamo più a nostro agio a vicenda. Verso fine maggio dovrei tornare a lavorare, e lei andare a scuola mezza giornata... vedremo come va per allora. Certo, la vita ha subito un bel cambiamento, ma è diventata anche più intensa, e divertente anche, decisamente meno silenziosa, meno ordinata, meno dormigliona
Intanto domani è il mio compleanno, ma abbiamo deciso che, siccome per il suo era ricoverata e non l'avrà festeggiato, sarà anche il suo. Tanto novembre è lontano :-)
PS Un pensiero ai nostri amici "ucraini" Monica e Paolo: pare abbiano trovato il loro cosacco. Che fatica ragazzi... teniamo le dita incrociate per voi!
martedì 12 marzo 2013
Un mese
A un mese dal rientro in Italia...
La mamma a chi chiede se tornerebbe indietro al secondo giorno di rientro risponde: No, grazie!, con un lampo di panico negli occhi. Tradotto, questo mese ha funzionato bene per prendere tutti insieme nuovi ritmi e abitudini. Adesso va decisamente meglio. Si è anche resa conto che su Portile passano un sacco di aerei, adesso che è a casa tutto il giorno con una bambina che a ogni velivolo in sorvolo chiede: Cos'è?
Il papà è passato da: Spegni le luci!, che diceva sempre alla mamma, a "Bello tornare in una casa con tante luci accese", siccome a lasciarle accese adesso è Tania. Ha anche chiesto di comprare dei Crodino, e adesso ne abbiamo una bella scorta in frigo.
Tania...
Capisce quasi tutto quello che le diciamo in italiano, anche quello che vorremmo non capisse.
Parla uno strano linguaggio misto, e a volte fraintende i discorsi in maniera davvero buffa (come quando al forno ho chiesto le "ciabattine" e lei mi ha tirato la mano chiedendo? Ciabattine?????? e scuotendo il piede). In ogni modo, sostiene di parlare in italiano. Ha anche imparato molti più nomi di animali, rispetto a quelli che sapeva in russo. Ha visto dal vero le mucche (che sono "sporchi") e le galline. Dice ancora "Da", ma "No" invece di "Niet". Chissà perché.
Sostiene che guardava i Teletubbies anche in Ucraina, e che là si chiamano Telepusiki. Non so se sia vero ma spero di sì, siccome è un nome adorabile.
Inizia a guardare con un certo interesse il libro sul bambino che cresce dentro al pancione della mamma.
Chiede quando potrà iniziare ad andare a scuola, ma per ora fa solo una mattina alla settimana, accompagnata dalla mamma.
Inizia ad abituarsi a stare con la nonna, anche se la tentazione di stare con la mamma mentre lei cerca di fare una doccia (Dani l'immagine di lei spalmata sul box è stata profetica!) è sempre tanto forte.
Fa delle facce buffissime, soprattutto a tavola. Non è comodo quando uno cerca di essere severo.
Le piace molto andare a mangiare a casa di amici, e anche avere ospiti a casa nostra.
Ha imparato a chiamare "Mamma!" quando si sveglia al mattino.
Produce domande a una velocità imbarazzante (l'altra sera cena: Tania: Cos'è stato? Mamma: Un aereo. Papà: (mi chiede un'altra roba). Mamma: (risponde). Tania: Mamma dopo cosa facciamo? Mamma: (risponde poi, guardando il papà) Dai, fammene un'altra, che poi sta di nuovo a lei).
Pretende che la mamma riconosca dal timbro tutti gli abbai di cani che si sentono da casa.
Sempre a tavola, a volte allunga la mano aperta verso la testa di Fabio. Lui sostiene che gli carpisca i pensieri. Fra poco sarà quindi in grado di dirigere una ceramica (il piglio ce l'ha già in effetti).
Fa qualche domanda sugli amici del suo gruppo, chiedendosi dove siano, l'altro giorno mi ha chiesto se Pasha lo sono venuti a prendere, come noi abbiamo preso lei. Cucciola.
Chiama il bambolotto Zizzobello.
Le stanno crescendo i capelli e, in generale, è bellissima.
domenica 3 marzo 2013
Residenza
L'altro pomeriggio sono venuti a verificare se Tania abita davvero qui, controllando se fosse veramente a letto a dormire. Mica era necessario vederla... Gli indizi sono chiari: tavolino Ikea in sala coperto di pentolini, semi sparsi a terra che compaiono nei posti più impensati, due bambole sul divano in attesa del cambio del pannolino, in bagno sgabellino x arrivare al lavandino e specchio decorato a spruzzo di dentifricio, didó fucsia seminato con perizia sulle fughe delle piastrelle e sugli interruttori... Va bene voler imbrogliare, ma architettare una montatura del genere mi pare un filo eccessivo!
Comunque, le settimane a casa sono tre. Se ne guadagna in documenti fatti (a buon punto ormai, iniziamo con le visite mediche!), una comprensione dell'italiano sempre maggiore, un'abitudine sempre più consolidata alla casa.
Stamattina si è fatta male - niente di che - e mi si è aggrappata al collo come una ventosa: solo la mano della mamma appoggiata sulla gamba ha fatto passare il male.
E iniziamo coi racconti di quando 'è venuta via dalla dietzki dom'e della prima volta che l'abbiamo vista: lei ascolta e sorride, nel caso dei saluti agli amichetti fa anche tuba risata dicendo che adesso lei ha una dom, una casa.
Ama molto andare in giro, anche in auto: è curiosa di tutto, guarda con attenzione e a volte, se cammina, si ferma proprio se c'è una scena che non vuole perdere. Le piace andare a casa degli altri, specialmente se ci sono bambini ovviamente, e accetta di buon grado di fare esperienze nuove, andando 'sulla fiducia'. Ama la piscina, è sempre più chiaro. È solare, sorride per la maggior parte del tempo, anche quando non dovrebbe, tipo quando la stiamo cazziando.
Vederla sedersi sul divano, con la musica accesa, insieme a mamma e papà, a leggere un giornale - parole sue - è una scena che da sola vale il prezzo del biglietto, ma alla grande.
Love is... La faccia che fa quando beve la Fanta. Con le lacrime agli occhi ma... 'Sì... Mi piace!'.
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