domenica 25 novembre 2012
Sotto il cielo ucraino
E siamo qui, di nuovo a Kiev (ottava volta), di nuovo in centro ma in un appartamento davvero carino. Il viaggio è stato più lungo del solito: causa nebbia, il volo è stato dirottato su Venezia ed è partito con 6 ore di ritardo. Bene lo stesso, a noi interessava essere qui x domani mattina alle 10 e pare che ce l'abbiamo fatta.
Siamo pure riusciti a connetterci via skipe con i novelli sposi Alberto ed Eleonora, che hanno fatto i salti mortali prima x averci come testimoni, poi x farci comunque partecipare alla loro festa. Eravate bellissimi ragazzi!
E adesso... Aspettiamo domani. Ore 9,40, appuntamento con Iryna x andare al Dap. Con paura mista speranza.
giovedì 22 novembre 2012
Tanti auguri, piccola!
Ho appena riletto il post scritto lo scorso anno il 22 novembre... in cui ci auguravamo che quello fosse l'ultimo compleanno passato distanti. Si vede che non avevamo ancora capito bene come avrebbe funzionato il meccanismo per adottare Tania "quando avrebbe compiuto 5 anni" :-)
Comunque... anche quest'anno stanno arrivando auguri, via mail e via telefono, per la piccola. Noi è dal mattino che ci pensiamo... e con una certa apprensione perché, per motivi che sarebbe lungo spiegare, saremo fino all'ultimo a rosolarci su una simpatica graticola, alle prese con una storia che tende sempre più ad assomigliare a una fiction della Rai (di quelle che, quando le vedi, dici: "Ma no... questa cosa è proprio esagerata, irrealistica... il solito colpo di scena del cavolo...").
Di positivo abbiamo saputo che di solito in istituto festeggiano i compleanni, e questo speriamo:
che le cantino una bella canzone in ucraino, le diano tanti baci, e possibilmente una torta.
Vorremmo tanto esserci, Tania, milaia nasha
Comunque... anche quest'anno stanno arrivando auguri, via mail e via telefono, per la piccola. Noi è dal mattino che ci pensiamo... e con una certa apprensione perché, per motivi che sarebbe lungo spiegare, saremo fino all'ultimo a rosolarci su una simpatica graticola, alle prese con una storia che tende sempre più ad assomigliare a una fiction della Rai (di quelle che, quando le vedi, dici: "Ma no... questa cosa è proprio esagerata, irrealistica... il solito colpo di scena del cavolo...").
Di positivo abbiamo saputo che di solito in istituto festeggiano i compleanni, e questo speriamo:
che le cantino una bella canzone in ucraino, le diano tanti baci, e possibilmente una torta.
Vorremmo tanto esserci, Tania, milaia nasha
martedì 13 novembre 2012
Appuntamento al DAP
La settimana scorsa ci hanno confermato che i nostri documenti erano stati ufficialmente accettati dal DAP, e che questa settimana avremmo avuto notizie dell'appuntamento.
Noi abbiamo preso la notizia con le solite pinze, siccome fino a ora di certezze... poche, insomma. Ma il 22 novembre, compleanno della piccola, incombe e la tensione si stava facendo mano a mano palpabile.
Insomma... oggi è arrivata la chiamata. Siamo attesi al DAP il 26 novembre alle 10. Partiremo per Kiev domenica 25 mattina.
Un altro step, e importante, è passato: dovevamo risucire ad avere un appuntamento che non fosse prima del 22, ma neanche troppo dopo, siccome Tania diventa adottabile anche a livello internazionale nel momento in cui i suoi documenti arrivano a Kiev, e quindi può essere proposta anche ad altre coppie. Speriamo i documenti che ci siano il 26, e non il 23, o che in ogni caso... possa andare bene.
Per il momento, l'ente e l'ufficio di Kiev hanno davvero fatto un ottimo lavoro di cesello.
Tania... noi non vedremmo l'ora di stringerti.
Noi abbiamo preso la notizia con le solite pinze, siccome fino a ora di certezze... poche, insomma. Ma il 22 novembre, compleanno della piccola, incombe e la tensione si stava facendo mano a mano palpabile.
Insomma... oggi è arrivata la chiamata. Siamo attesi al DAP il 26 novembre alle 10. Partiremo per Kiev domenica 25 mattina.
Un altro step, e importante, è passato: dovevamo risucire ad avere un appuntamento che non fosse prima del 22, ma neanche troppo dopo, siccome Tania diventa adottabile anche a livello internazionale nel momento in cui i suoi documenti arrivano a Kiev, e quindi può essere proposta anche ad altre coppie. Speriamo i documenti che ci siano il 26, e non il 23, o che in ogni caso... possa andare bene.
Per il momento, l'ente e l'ufficio di Kiev hanno davvero fatto un ottimo lavoro di cesello.
Tania... noi non vedremmo l'ora di stringerti.
domenica 28 ottobre 2012
Mi svanili, i svanili, i svanili...
Ovvero: "Abbiamo telefonato, e telefonato, e telefonato...".
Infatti avevamo deciso di chiamare per sapere se Tania era tornata in istituto. Ieri pomeriggio, dopo qualche chiamata senza risposta, pareva stesse andando tutto liscio: chi ha risposto al telefono non mi ha neanche lasciato chiedere se Tania era in ospedale, ma è andato subito a chiamarla. Peccato che della sua voce sentiamo solo: "Pronto mamma...", poi il nulla. Aspettiamo in linea, ma niente, poi chiamiamo 1, 2, 3, 4 volte... sempre occupato. Alla fine rispondono e...: "Tania è già andata via". Ci accordiamo per richiamare oggi, "mattina, pomeriggio, quando volete, con comodo", dice la gentilissima signora.
Il problema è che, stamattina, l'unica cosa o quasi che la tizia che risponde sente di noi è il Pronto, per il resto ci dice più volte: Non si sente niente, il telefono funziona male.
E aspettiamo il pomeriggio, provando anche a cambiare telefono (ma il risultato non cambia). Alle prime 5 chiamate non risponde nessuno (ma non siamo certi che suoni il telefono, possibile che non si riesca nemmeno a prendere la linea). Quando ormai la speranza scarseggia, eccola! Ci rispondono, sentono quello che diciamo, e ci vanno a chiamare la piccola!
Che emozione sentirla... la linea non funziona bene uguale, e a tratti non ci sentiamo, ma riusciamo a dirci l'essenziale... Come stai? Io bene e tu? Ti vogliamo bene! Vi voglio bene! Ci manchi tanto, siamo contenti di sentirti, tu sei contenta? E lei: Sì! Le abbiamo detto che l'abbiamo tanto cercata (ma credo che questa parte sia coincisa con un disturbo della linea, non si sentiva nulla). Hai mangiato, brava, cosa fai, Gioco! Pakà pakà, e va.
La tata ci parla un momento anche lei, ci dice che il telefono si sentiva male (è molto gentile), ci dice che là il tempo è bello, che Tania sta abbastanza bene, che è vsio chrasciò (tutto bene).
Noi riattacchiamo, e ci guardiamo, quasi con le lacrime agli occhi. E' lei, sta bene. Quanto ci manca.
Infatti avevamo deciso di chiamare per sapere se Tania era tornata in istituto. Ieri pomeriggio, dopo qualche chiamata senza risposta, pareva stesse andando tutto liscio: chi ha risposto al telefono non mi ha neanche lasciato chiedere se Tania era in ospedale, ma è andato subito a chiamarla. Peccato che della sua voce sentiamo solo: "Pronto mamma...", poi il nulla. Aspettiamo in linea, ma niente, poi chiamiamo 1, 2, 3, 4 volte... sempre occupato. Alla fine rispondono e...: "Tania è già andata via". Ci accordiamo per richiamare oggi, "mattina, pomeriggio, quando volete, con comodo", dice la gentilissima signora.
Il problema è che, stamattina, l'unica cosa o quasi che la tizia che risponde sente di noi è il Pronto, per il resto ci dice più volte: Non si sente niente, il telefono funziona male.
E aspettiamo il pomeriggio, provando anche a cambiare telefono (ma il risultato non cambia). Alle prime 5 chiamate non risponde nessuno (ma non siamo certi che suoni il telefono, possibile che non si riesca nemmeno a prendere la linea). Quando ormai la speranza scarseggia, eccola! Ci rispondono, sentono quello che diciamo, e ci vanno a chiamare la piccola!
Che emozione sentirla... la linea non funziona bene uguale, e a tratti non ci sentiamo, ma riusciamo a dirci l'essenziale... Come stai? Io bene e tu? Ti vogliamo bene! Vi voglio bene! Ci manchi tanto, siamo contenti di sentirti, tu sei contenta? E lei: Sì! Le abbiamo detto che l'abbiamo tanto cercata (ma credo che questa parte sia coincisa con un disturbo della linea, non si sentiva nulla). Hai mangiato, brava, cosa fai, Gioco! Pakà pakà, e va.
La tata ci parla un momento anche lei, ci dice che il telefono si sentiva male (è molto gentile), ci dice che là il tempo è bello, che Tania sta abbastanza bene, che è vsio chrasciò (tutto bene).
Noi riattacchiamo, e ci guardiamo, quasi con le lacrime agli occhi. E' lei, sta bene. Quanto ci manca.
lunedì 22 ottobre 2012
56 weeks gone...
4 to go.
Ovvero: Fabio aveva calcolato, lo scorso settembre, che 60 settimane ci separavano dal compleanno di Tania, e oggi ne mancano 4.
Che dire... si festeggia? Mica tanto... abbiamo una gran paura invece. Tania è: tornata in istituto, poi tornata in ospedale per un'infezione polmonare virale. Così pare perché... dall'ultimo post, non abbiamo più potuto sentirla, e neanche vederla ovviamente. Decisioni prese dall'alto.
E non sarebbe neanche la prima volta che rimaniamo fregati quasi sulla linea di traguardo. Ecco perché, qui, non si festeggia mica tanto.
Ovvero: Fabio aveva calcolato, lo scorso settembre, che 60 settimane ci separavano dal compleanno di Tania, e oggi ne mancano 4.
Che dire... si festeggia? Mica tanto... abbiamo una gran paura invece. Tania è: tornata in istituto, poi tornata in ospedale per un'infezione polmonare virale. Così pare perché... dall'ultimo post, non abbiamo più potuto sentirla, e neanche vederla ovviamente. Decisioni prese dall'alto.
E non sarebbe neanche la prima volta che rimaniamo fregati quasi sulla linea di traguardo. Ecco perché, qui, non si festeggia mica tanto.
domenica 23 settembre 2012
Anniversari
Mi è venuto in mente di leggere cosa stavamo facendo l'anno scorso, in questi giorni.
Ieri ci avevano detto che non avremmo potuto adottare Tania. Oggi, decidevamo di continuare a lottare, accettando anche la possibilità di aspettare più di un anno.
Adesso, l'anno è quasi passato. Sono successe tante cose, e l'ente ci "consiglia" di pensare che tantissime possono ancora capitare. In fondo, al 22 novembre mancano 2 mesi... la volta scorsa è bastato meno tempo a incasinarci la vita.
Una cosa è certa: un anno fa abbiamo deciso di andare avanti, e così abbiamo fatto. Non ci sentiamo eroi... abbiamo preso solo l'unica decisione possibile, per noi ma soprattutto per Tania. Lei, da parte sua, è stata eroica sul serio. La nostra piccola guerriera.
Ieri ci avevano detto che non avremmo potuto adottare Tania. Oggi, decidevamo di continuare a lottare, accettando anche la possibilità di aspettare più di un anno.
Adesso, l'anno è quasi passato. Sono successe tante cose, e l'ente ci "consiglia" di pensare che tantissime possono ancora capitare. In fondo, al 22 novembre mancano 2 mesi... la volta scorsa è bastato meno tempo a incasinarci la vita.
Una cosa è certa: un anno fa abbiamo deciso di andare avanti, e così abbiamo fatto. Non ci sentiamo eroi... abbiamo preso solo l'unica decisione possibile, per noi ma soprattutto per Tania. Lei, da parte sua, è stata eroica sul serio. La nostra piccola guerriera.
Gdie mama? Gdie papa? Gdie Tania?
Ovvero: dov'è la mamma? Dov'è il papà? Dov'è Tania?
In breve, dove siamo finiti?
Abbastanza semplice a dirsi. La mamma e il papà sono a casa, lavorano (per comprare caramelle alla piccola, pare), hanno finito di preparare i documenti che li fanno tornare al punto 0, quello di quando questo blog è iniziato (beh... circa: con una bionda in più, rispetto ad allora), notano che ieri mancavano 2 mesi al compleanno della suddetta bionda, e soprattutto... telefonano una volta alla settimana in Ucraina. Sempre con una certa fatica, siccome la voce va e viene, e questo non aiuta una comprensione comunque molto precaria della lingua russa parlata da una quasi cinquenne. Fra l'altro, si scervellano abbastanza a inventarsi nuovi argomenti di conversazione, visto che Tania adesso si annoia a sentire sempre le stesse domande (e la capisco: Come stai? Hai mangiato? Hai dormito?). E quindi, via libera a tre filoni: quello dei regali che le stiamo comprando (pare che la bambola la voglia... verde! Ed ha apprezzato la valigetta del dottore comprata dalla nonna), quello della salute di noi genitori (colpiti da misteriosi mali al pancino, argomento che la appassiona), ma soprattutto quello delle avventure del cuginetto. Rigorosamente inventate, siccome occorre che riguardino cose che conosce e può capire - e la piccola ha un'esperienza del mondo così limitata, che a pensarci fa molta tristezza. Quindi, anche Luca affronta cadute che lo fanno molto piangere per una sbucciatura alla gamba, cicli di iniezioni che lo fanno parimenti disperare, ma ha anche iniziato la scuola, e sta imparando a leggere e a scrivere. A Tania interessa, o almeno pare, soprattutto se dall'alto della sua saggezza spiega che lei invece non piange mai, quando cade.
A proposito della prima domanda... e Tania, dov'è? A sentire il primario, dovrebbe essere tornata nel suo istituto 3 settimane fa. Ieri, stante il telefono, era invece ancora in ospedale, quindi: adesso è ancora lì, non sappiamo per quanto. I suoi documenti, in prossimità del compleanno, dovrebbero essere mandati a Kiev, permettendole di tornare nel circuito dell'adozione internazionale ed essere adottata da noi. Quando avverrà questo passaggio? E noi, quando saremo chiamati a Kiev? Capite bene che, se la dovevano trasferire 3 settimane fa, ed è ancora lì... i tempi diventano parecchio nebulosi, e noi non possiamo far altro che fidarci: l'ente ci ha assicurato che l'impegno per realizzare il difficile incastro (noi al DAP assieme ai documenti di Tania, in modo che possiamo chiedere di adottarla) è massimo.
Oggi fra l'altro è stata una giornata speciale. Per la prima volta da quando l'abbiamo scelto come ente (nel 2010), siamo stati alla festa di SOS Bambino. Avevamo detto che non saremmo mai andati senza la piccola, ma a dirla tutta avevamo voglia di vedere Paola, Matteo e Vladimir, più altri nuovi amici che avrebbero partecipato.
Il dubbio di come sarebbe stato, essere lì senza di lei, c'era, ma l'affetto dei nostri compagni di viaggio ha compiuto la magia, facendoci trascorrere una bella giornata. E' sempre d'aiuto parlare con chi ha vissuto esperienze simili: ci si capisce al volo anche se le storie sono diverse. E fanno tutti il tifo per Tania... il piccolo Serghey ci ha anche voluto regalare un portafortuna, un braccialetto con i colori dell'Italia che le porteremo senz'altro. Insomma, ci ha fatto bene vedere tutti questi piccoli cosacchi, ma non solo: colombiani, messicani, russi... sgambettare in giro,dagli 0 ai 18 anni e più. Ci hanno fatto vedere, una volta di più, quanto speciali, ma al tempo stesso normali, sono queste famiglie; che miracoli fa l'amore; quanto sia possibile, fra genitori e figli, cercarsi, trovarsi, anche quando li separano migliaia di chilometri.
In breve, dove siamo finiti?
Abbastanza semplice a dirsi. La mamma e il papà sono a casa, lavorano (per comprare caramelle alla piccola, pare), hanno finito di preparare i documenti che li fanno tornare al punto 0, quello di quando questo blog è iniziato (beh... circa: con una bionda in più, rispetto ad allora), notano che ieri mancavano 2 mesi al compleanno della suddetta bionda, e soprattutto... telefonano una volta alla settimana in Ucraina. Sempre con una certa fatica, siccome la voce va e viene, e questo non aiuta una comprensione comunque molto precaria della lingua russa parlata da una quasi cinquenne. Fra l'altro, si scervellano abbastanza a inventarsi nuovi argomenti di conversazione, visto che Tania adesso si annoia a sentire sempre le stesse domande (e la capisco: Come stai? Hai mangiato? Hai dormito?). E quindi, via libera a tre filoni: quello dei regali che le stiamo comprando (pare che la bambola la voglia... verde! Ed ha apprezzato la valigetta del dottore comprata dalla nonna), quello della salute di noi genitori (colpiti da misteriosi mali al pancino, argomento che la appassiona), ma soprattutto quello delle avventure del cuginetto. Rigorosamente inventate, siccome occorre che riguardino cose che conosce e può capire - e la piccola ha un'esperienza del mondo così limitata, che a pensarci fa molta tristezza. Quindi, anche Luca affronta cadute che lo fanno molto piangere per una sbucciatura alla gamba, cicli di iniezioni che lo fanno parimenti disperare, ma ha anche iniziato la scuola, e sta imparando a leggere e a scrivere. A Tania interessa, o almeno pare, soprattutto se dall'alto della sua saggezza spiega che lei invece non piange mai, quando cade.
A proposito della prima domanda... e Tania, dov'è? A sentire il primario, dovrebbe essere tornata nel suo istituto 3 settimane fa. Ieri, stante il telefono, era invece ancora in ospedale, quindi: adesso è ancora lì, non sappiamo per quanto. I suoi documenti, in prossimità del compleanno, dovrebbero essere mandati a Kiev, permettendole di tornare nel circuito dell'adozione internazionale ed essere adottata da noi. Quando avverrà questo passaggio? E noi, quando saremo chiamati a Kiev? Capite bene che, se la dovevano trasferire 3 settimane fa, ed è ancora lì... i tempi diventano parecchio nebulosi, e noi non possiamo far altro che fidarci: l'ente ci ha assicurato che l'impegno per realizzare il difficile incastro (noi al DAP assieme ai documenti di Tania, in modo che possiamo chiedere di adottarla) è massimo.
Oggi fra l'altro è stata una giornata speciale. Per la prima volta da quando l'abbiamo scelto come ente (nel 2010), siamo stati alla festa di SOS Bambino. Avevamo detto che non saremmo mai andati senza la piccola, ma a dirla tutta avevamo voglia di vedere Paola, Matteo e Vladimir, più altri nuovi amici che avrebbero partecipato.
Il dubbio di come sarebbe stato, essere lì senza di lei, c'era, ma l'affetto dei nostri compagni di viaggio ha compiuto la magia, facendoci trascorrere una bella giornata. E' sempre d'aiuto parlare con chi ha vissuto esperienze simili: ci si capisce al volo anche se le storie sono diverse. E fanno tutti il tifo per Tania... il piccolo Serghey ci ha anche voluto regalare un portafortuna, un braccialetto con i colori dell'Italia che le porteremo senz'altro. Insomma, ci ha fatto bene vedere tutti questi piccoli cosacchi, ma non solo: colombiani, messicani, russi... sgambettare in giro,dagli 0 ai 18 anni e più. Ci hanno fatto vedere, una volta di più, quanto speciali, ma al tempo stesso normali, sono queste famiglie; che miracoli fa l'amore; quanto sia possibile, fra genitori e figli, cercarsi, trovarsi, anche quando li separano migliaia di chilometri.
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